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Data: 31/12/2002 - Anno: 8 - Numero: 4 - Pagina: 6 - INDIETRO - INDICE - AVANTI

7 SETTEMBRE 1943, L’ULTIMA RAFFICA

Letture: 927               AUTORE: Ulderico Nisticò (Altri articoli dell'autore)        

La Radice ha già affrontato l’argomento di combattimenti nei giorni prima dell’8 settembre; lo riprendiamo qui, alla luce di notizie sepolte che attingiamo a fonti consultate per altra ragione. Soverato era sede di un Presidio di fanteria con un tenente colonnello, e di una Batteria di artiglieria antinave e antiaerei. Questa era collocata sulla collina di Santicelli, oggi detta la Panoramica, e che dal tempo della guerra fino agli anni ’70 si chiamava appunto u Chianu dâ Batteria. Restavano ancora alcuni anni fa le postazioni dei tre pezzi, collegate da camminamenti interrati. Il Presidio doveva difendere la costa, giovandosi di fortini di cemento armato muniti di feritoie. Se ne ricordano uno in località S. Nicola o Monaco (oggi Glauco, o Sottovento), l’altro nei pressi del Lungomare. Qua e là se ne vedono ancora lungo le strade statali e provinciali dalla costa all’interno e lungo la 106. Tutto il territorio nazionale era, ovviamente, sottoposto a misure di precauzione, come l’oscuramento delle vie pubbliche, l’obbligo di schermare le finestre, i rifugi antiaerei. La guerra sfiorò il Golfo di Squillace, quando, tra giugno e i primi di luglio del 1940, le flotte italiana e inglese si scontrarono, con intervento di molte centinaia di aerei, in un vasto tratto di mare: la battaglia di Punta Stilo. Si racconta che dall’Istituto Salesiano i curiosi poterono vedere vampe di cannoni. Bisogna attendere il 29 ottobre del 1941 perché il conflitto si faccia sentire a Soverato, con un’improvvisa incursione di tre aerei inglesi, ma senza alcun danno. Il 12 novembre, un nuovo allarme. Il 22 marzo 1942 viene ritrovato in mare il corpo di un marinaio ignoto, di cui si celebra in Soverato il funerale. Era il tempo della grande Battaglia dei convogli per il rifornimento delle truppe in Africa. Tutto sembra normale, e a Soverato come in tutta Italia si celebra il ventennale della Marcia su Roma. Ma ai primi di novembre le truppe italotedesche vengono sconfitte ad El Alamein, e si intensificano gli attacchi al territorio nazionale, con lo scopo di terrorizzare le popolazioni e fiaccarne la resistenza. Il 30 gennaio 1943 un sommergibile nemico tenta di colpire il ponte ferroviario dell’Ancinale. Viene fatto segno di colpi d’artiglieria, e si crede sIa stato colpito. La notizia è diffusa tra gli anziani di Soverato, sebbene non sia stata accertata. Le incursioni aeree nemiche sono sempre più frequenti: il 16 febbraio, un mitragliamento aereo; un bombardamento, l’1 marzo; il 16 luglio, aerei nemici attaccano Satriano, distruggendo la chiesa Matrice: andarono disperse le ossa di Francesco Marini da Zumpano, fondatore della Pietà, lì trasferite dopo la privatizzazione del 1814; il 22 si assiste al cannoneggiamento navale di Crotone, il 23 ad incursioni aeree su Isola C. R., il 24 su Catanzaro Marina; l’8, il 9, il 10, l’11 agosto, ancora bombardamenti di Catanzaro Marina; bimotori inglesi bombardano Soverato. Ancora il 15 e il 19 agosto, bombe su Soverato. Sui piccoli centri, si sganciavano spezzoni e ordigni antiuomo, e questo non causava in genere radicali distruzioni. Gli attacchi nemici distruggono strade, ponti e ferrovie. Soverato è isolata. La gente, terrorizzata per l’imminente arrivo delle truppe nemiche, “sfolla” verso località interne. Il 25 luglio una sorta di congiura dei gerarchi fascisti mette in minoranza Mussolini, arrestato per ordine del nuovo Governo Badoglio. Questi sta segretamente trattando con gli Angloamericani, e la dichiarazione “la guerra continua” non inganna nessuno. Le Forze Armate italiane mostrano i primi gravi segni di cedimento. Resistono in Sicilia agli Angloamericani quasi solo i reparti germanici, che, ai primi di settembre, passano lo Stretto e attraversano ordinatamente la Calabria; il 12 agosto passa da Soverato una loro autocolonna. Il 6 settembre emergono due sottomarini nemici che, ai colpi dalla nostra artiglieria, scompaiono alla vista. Il 7 settembre, il terribile bombardamento di Catanzaro, e incursioni su tutto il Golfo. Ha uno strano fascino simbolico apprendere che forse l’ultimo aereo nemico abbattuto dalla contraerea italiana prima dell’armistizio cadde, quel giorno, a Soverato: l’ultima raffica. Anni dopo è stato ritrovato in mare un pezzo di motore di tipo sconosciuto, e si pensò a quel nemico di allora. L’8, avvicinandosi per terra il nemico, le truppe del ten. col. Castiello si attestano a Badolato; si ritira fino a Sersale la Batteria del capitano Allegra; questi lascia ai Salesiani in consegna del materiale militare, tra cui due muli. Si sparge quella la sera notizia dell’armistizio, che segnò, per il Meridione, la fine della guerra. Soverato viene occupata il 10 da un corpo di Canadesi. Passano soldati nostri sbandati e affamati. Sono giorni di disordine: il 30 settembre la popolazione affamata assalta i carri ferroviari rimasti abbandonati alla stazione. Ma ci si avvia alla possibile normalità. Accadde dell’altro, ma forse merita un discorso a sé. Ulderico Nisticò Recensione L’Unione Italiana Fotomatori (UIF) della Calabria ha pubblicato tre pregevoli volumetti antologici, con il titolo Calabria, “Testimonianze”, I, II, III (2000,1,2), Edizione del Gazzettino Fotografico, fuori commercio, con i lavori dei suoi soci: tra i nostri compaesani, Nunzio Careri e Antonio Matacera. I cultori di fotografia possono ammirare la tecnica pregevole, i profani non restano esclusi dal godimento estetico, e apprezzano l’intelligente scelta dei soggetti, che spaziano dalle antichità e dagli oggetti d’arte calabresi, a scorci di vita quotidiana e costumanze popolari, il tutto opportunamente accompagnato da testi esplicativi e di commento. Segnaliamo questi piccoli e accurati libri all’attenzione della cultura calabrese. Ulderico Nisticò
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