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Data: 30/09/2005 - Anno: 11 - Numero: 3 - Pagina: 30 - INDIETRO - INDICE - AVANTI

L’ALOE, UNA PIANTA ANTICA

Letture: 946               AUTORE: Pasquale Frascà (Altri articoli dell'autore)        

Sin dagli albori dell’umanità la malattia ha accompagnato quasi sempre l’uomo, il quale, secondo le sue cognizioni che nei primordi furono puramente intuitive ed empiriche, l’ha sempre combattuta con gli elementi della natura: l’acqua, la terra, le piante. Da reperti archeologici giunti fino a noi e da vari testi di letteratura pare che la pianta più usata dall’uomo per curare il proprio corpo fosse l’ALOE. è stata usata dagli Assiri, dai Babilonesi, dagli Egiziani, dai Greci, dai Romani, dai Maya,… Nel XVI secolo queste meravigliose piante vennero importate nelle isole Barbados. In Europa tra il 1700 e il 1800 molti estimatori ne compresero l’importanza, per cui si moltiplicarono le importazioni. Il primo studio scientifico dedicato alla scoperta dei principi attivi responsabili degli straordinari effetti venne realizzato dai ricercatori inglesi Smith e Stenhouse nel 1851, che diedero il nome di “aloina” alla prima componente. Solo dopo il 1930 l’Aloe divenne oggetto di approfonditi studi da parte di due medici ricercatori del Maryland, Collins e Collins. Le prime vere analisi orientate alla conoscenza del contenuto fitochimico furono condotte nel 1940 dal prof. Tom Rowe dell’Università della Virginia. Nel 1959 fu la volta del Ministero della Sanità americano, la famosa F.D.A., che documentò e attestò definitivamente l’evidente capacità rigenerativa dei tessuti cutanei offerta dal gel dell’aloe. Fu così che questa pianta, fino ad allora lasciata ai margini della considerazione farmaceutica, venne “sdoganata” ai favori della Comunità medico-scientifica internazionale. Paralleli studi in U.R.S.S. nel 1957 arrivarono a conclusioni simili a quelle condotte oltre oceano. Nei successivi decenni furono intensificate le ricerche sulle reali e innumerevoli proprietà di questa pianta che può essere classificata a giusta ragione, come afferma l’Università di Padova, la regina delle piante terapeutiche esistenti sulla terra. Le proprietà terapeutiche prodotte dall’aloe nella totalità delle sue parti botaniche sono: antinvecchiamento della pelle e dell’organismo in genere, antibiotica, antidolorifica, antinfiammatoria, antiossidante, antisettica, antivirale, cicatrizzante, immunomodulante, purificante. L’Università di Padova la sta utilizzando anche per curare alcuni tipi di tumori. è ricca di zuccheri, monosaccaridi e polisaccaridi; ha un alto contenuto di antrochinoni e sali minerali; è ricchissima di vitamine A, B, C, E, di steroidi vegetali, lignine, saponine, amminoacidi, ecc. La famiglia delle Aloacee comprende circa 350 varietà di piante. Fra tutte le varie specie la regina, accertata scientificamente per l’alta concentrazione di principi attivi, è l’ALOE ARBORESCENS MILLER. Per quanto fin qui detto, e per tantissimo altro che non si può qui scrivere, il sottoscritto, da sempre cultore di questo meraviglioso mondo delle piante, ha deciso di coltivare questo genere di ALOE, che contiene un maggior numero di principi attivi rispetto alle sorelle minori. Ad oggi la sua azienda ha un potenziale di circa seimila di queste piante, dalle quali vengono già estratte, qui da noi a Badolato, le sostanze che costituiscono la base per la preparazione di confezioni di prodotto finito e commerciabile da 750 e da 500 millilitri, nella fiducia che ciò costituisca, oltre che lavoro e occupazione, rimedio, almeno parziale, per tantissime malattie.
L’ALOE, UNA PIANTA ANTICA - Pasquale Frascà
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