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Data: 31/12/2005 - Anno: 11 - Numero: 4 - Pagina: 38 - INDIETRO - INDICE - AVANTI

LA SCUOLA MEDIA DELL'O.G.I.M.

Letture: 1136               AUTORE: Vincenzo Squillacioti (Altri articoli dell'autore)        

LA SCUOLA MEDIA DELL’O.G.I.M. Ecco realizzato, sia pure in forma ridotta e anche un po’ lacunosa, un progetto che risale a circa un decennio addietro: assicurare alla nostra storia la nascita e la non lunga vita di una benemerita Istituzione al servizio di Badolato, in particolare degli adolescenti. Parliamo della scuola media dell’O.G.I.M., fondata nell’anno scolastico 1950-51. Una sigla, O.G.I.M., ben salda nella nostra memoria, ed anche i termini le cui iniziali la compongono: Organizzazione Gestione Istituti Medi. Ne scriviamo soltanto ora perché finalmente, dopo tanti anni di infruttuose ricerche, siamo riusciti ad acquisire notizie e documenti che ci permettono di tracciarne la storia almeno nelle sue linee essenziali. Ne scriviamo perché siamo convinti che la storia di Badolato, di tanti Badolatesi e di tantissima altra gente, in un concatenamento inimmaginabile, sarebbe stata diversa se questa scuola non fosse esistita. La legge istitutiva della Scuola Media Unica in Italia, la n° 1859, è del 31 dicembre 1962; l’Istituzione è operativa dal 1° ottobre 1963. Prima di tale data la stragrande maggioranza dei Comuni d’Italia non aveva la scuola media, e l’obbligo scolastico finiva con la quinta elementare. Chi intendeva “studiare” doveva non soltanto sostenere presso una scuola media e superare gli “esami di ammissione”, ma doveva ovviamente trasferirsi in città per poter frequentare la media e poi una scuola superiore. Soltanto le famiglie agiate, pertanto, potevano pensare di avviare agli studi i propri figli. Da noi, ad esempio, le scuole più vicine erano a Locri e a Catanzaro. C’erano sì le scuole salesiane a Soverato (il Classico e il Magistrale), ma erano private, quindi a pagamento, quindi impossibili per le tasche della gente non facoltosa, costituita, da noi, da una percentuale altissima, prossima al cento. C’erano pure i Seminari, ma per accedervi bisognava (e bisogna) avere la “vocazione”, ed erano comunque a pagamento, sia pure, talvolta, con il contributo di qualche parroco, più o meno illuminato o titolare di parrocchia “ricca”. C’erano, inoltre, gli Istituti religiosi, non molti in Calabria, per la verità. Le famiglie che non avevano altra scelta, ma che comunque intendevano avviare agli studi qualche proprio rampollo, si piegavano, magari con la mediazione del parroco o del borghese amico, all’offerta delle scuole religiose, a Carlopoli, a Pietrafitta, a Salerno, a Perugia, a Cattolica, tanto per fare qualche nome. E spesso ne venivano fuori, come pure dai Seminari, numerosi preti mancati, anche se non tutti in malafede, E non pochi tra questi interrompevano definitivamente gli studi, spesso con conseguenze a dir poco frustranti. La scuola media dell’O.G.I.M., a Badolato come a San Vito e a Marcellinara, e non sappiamo in quanti altri posti, ha certamente contribuito anche ad arrestare questo poco lineare e poco equilibrato avvio agli studi, di ragazzi capaci, come pure di altri meno dotati. Per non dire, poi, dell’enorme difficoltà per vedere riconosciuto il valore legale della preparazione acquisita, mediante esami da “esterni” che per motivi vari erano quasi sempre dei salti nel buio. Dalle lunghe ricerche è saltato fuori il nome di un certo Signor (dottor?) Le Piane, che quasi certamente era uno dei fondatori dell’O.G.I.M., o un organizzatore o un dirigente, al quale si deve l’istituzione della scuola di Badolato. Qui da noi si sarebbero date da fare, per dare vita a tale novità scolastica e sociale, alcune persone diversamente interessate: per motivi familiari, per motivi socio-religiosi, per motivi scolastico-sociali. Si fa il nome di Andrea Talotta, amministratore comunale, fratello di un ragazzo che tra i primi ha frequentato questa scuola; si cita l’Arciprete don Antonio Peronace, per quasi tutta la vita aduso ad iniziative del genere; si parla di Domenico Gallelli (Arrìcu), allora insegnante elementare la cui scolaresca in modo quasi compatto ha formato la prima classe della scuola media, che ha visto la luce in Badolato nell’anno scolastico 1950-51. Ecco di seguito la deliberazione n° 10 del 26.3.1950 con la quale il Consiglio Comunale ne deliberava l’Istituzione: Il presidente mette in discussione il seguente punto all’ordine del giorno: “Istituzione in questo Comune di una scuola media privata”. Fa presente al Consiglio che l’Istituzione di una scuola media in questo Comune è sentita da tutta la popolazione come una necessità inderogabile, essendo numerose famiglie costrette ad affrontare spese rilevanti per il mantenimento dei propri figliuoli in Istituti lontani da questo centro abitato; Che numerosi Enti e privati, da ogni parte d’Italia, compresi dell’esigenza di cui sopra, hanno ripetutamente offerto al Comune la possibilità di istituire delle scuole medie private, con la prospettiva di ottenerne successivamente la parificazione; Che tra gli Enti di cui sopra vi è l’O.G.I.M. disposta a realizzare l’istituzione della scuola stessa, senza rilevante aggravio per le spese del Comune, pretendendo, a differenza degli altri che esigerebbero oltre i locali e l’attrezzatura un contributo annuo per ogni classe da parte del Comune, l’apprestamento dei soli locali ed attrezzatura interna, spesa non rilevante e che il Comune affronterebbe una volta tanto; Il Consiglio: A voti unanimi espressi nei modi di legge; Delibera: di approvare l’Istituzione in questo Comune di una scuola media privata, affidandone la gestione all’O.G.I.M. con sede in Roma in Via dei Danni, 2. Far fronte alle spese con economie da realizzare sui vari articoli del bilancio 1950 in corso di approvazione, per cui da tale istituzione non ne deriverà alcun aggravio d’imposte e tasse a carico dei contribuenti del Comune. Letto, confermato e sottoscritto. Il Consigliere Anziano Il Presidente Il Segretario Comunale Menniti Tommaso Tropeano Luigi Scozzafava Tra i pochi documenti trovati, ecco un’altra delibera del Consiglio Comunale, la n° 58 del 30.11.1950: Il Consiglio: Ritenuto che con precedente deliberazione n° 10 del 26 marzo corrente anno è stata approvata l’istituzione in questo Comune di una scuola media privata, affidandone la gestione all’O.G.I.M. di Roma, Via dei Danni n° 2; Ritenuto che la detta scuola, dal 15 novembre u.s. è stata allocata nei locali di proprietà di Paparo Tommaso di Antonio in Via Giardino di questo abitato; composti di n° 2 vani e accessori; A voti unanimi espressi nei modi di legge; Delibera: di prendere in fitto, per la durata di un anno, con decorrenza dal novembre u.s., i locali sopraindicati ad uso scuola media, corrispondendo al proprietario Sig. Paparo Tommaso, il pigione mensile di £ 5.500………………………………… Letto, confermato e sottoscritto. Il Consigliere Anziano Il Presidente Il Segretario Comunale Menniti Tommaso Talotta Andrea Scozzafava Con deliberazione n° 25 del 16 settembre 1952, revocata e quindi modificata con la n° 27 del 27 settembre 1952, firmata dal Consigliere Anziano Giacomo Crisafi, dal Sindaco Andrea Talotta e dal Segretario Comunale Emilio Spadola, il Consiglio Comunale, esibendo “la lettera n° 2078/3468 in data 1 agosto 1952………con la quale la direzione dell’O.G.I.M. (………con sede in Roma, via Scirè,37) che gestisce, fin dal 15 novembre 1950, questa scuola media ‘Peppino Pisani’, istituita con Deliberazione Consigliare n° 10 del 26 marzo 1950, chiede che, per potere invitare le autorità scolastiche a dare il loro nulla osta sui nuovi locali che dovranno ospitare la scuola (riattato edificio scolastico) è necessario che il Comune………affronti il problema del completo arredamento (preventivo di £ 150.000) e dell’assunzione di un segretario e di un bidello per cui l’O.G.I.M. chiede un sussidio annuo di £ 50.000…………………………………… Il Sindaco conclude la sua relazione ricordando al Consiglio che la Scuola in questo Comune è sentita da tutta la popolazione come una necessità innegabile, essendo, differentemente, numerose famiglie costrette ad affrontare spese rilevanti per il mantenimento dei propri figli in istituti lontani dal centro abitato ed anche e principalmente per dare la possibilità a molti giovani appartenenti alle classi meno abbienti, di conseguire un miglioramento culturale e morale senza affrontare eccessivi sacrifici……………………………………………..” Qui finisce la documentazione a nostra disposizione, che non è di poco conto, dato il nostro assunto. Alcune notizie sono per noi di notevole importanza, quale la denominazione della scuola, “Peppino Pisani”, cosa di cui avevamo sentito più volte parlare, ma solo a livello di ricordo. Vorremmo dire parecchio sul badolatese Peppino Pisani, fucilato in quel di Genova prima che finisse la seconda guerra mondiale, ma non è questa la sede. Ci vogliamo qui augurare che qualche giorno qualcuno ne scriva, possibilmente meglio di come potremmo fare noi. Ma temiamo che cominci ad essere troppo tardi. La scuola media dell’O.G.I.M. ha chiuso i battenti dopo quattro anni di funzionamento. L’Ente, difatti, con lettera del 23 ottobre 1954 comunicava al Comune di Badolato l’impossibilità di farla funzionare. Noi, per portare alla luce quante più notizie possibili su quella scuola, abbiamo scavato anche nel fondo della memoria, nostra personale, di qualche nostro amico e di numerosi alunni che l’hanno frequentata. Abbiamo avuto interessanti notizie da Totò Fiorenza, da Mario Gallelli, da Leopoldo Repice, da Iolanda Paparo. Abbiamo contattato numerosi alunni tra le decine che l’hanno frequentata: Rosetta Corea, Teresa Gagliano, Maria Gallelli, Mimma Piroso, Vittoria Procopio, Franca Pultrone, Totò Rovito, Titino Rudi, Amone Saraco. Non avevano documenti in casa, ma sono stati tutti prodighi di notizie orali e qualcuno anche di fotografie. Le loro famiglie pagavano all’O.G.I.M. 5.000 lire ogni trimestre. Il preside del primo anno (1950-51) è stato il siciliano professor Giuseppe Quagliana, docente tanto rigido quanto impegnato. Nel secondo anno la presidenza è stata affidata al professore di lettere Domenico Macrì, che abbiamo avuto il piacere di andare a trovare di recente a Nicastro, dove abita. Nel dirci che arrivava a Badolato fresco di laurea (23 anni), si è fatto trasportare sull’onda dei ricordi, alcuni sbiaditi ma altri vividi e freschi, come il nome di qualche alunna e del Sindaco, l’incontro con un direttore didattico in pensione, il passaggio di De Gasperi il 24 marzo del 1952 a Badolato Marina. Ci ha confessato il bellissimo ricordo di quell’anno a Badolato e la commozione per l’incontro con noi. Suo vicepreside è stato il professore Peppino Dominijanni, di Sant’Andrea Ionio, da dove viaggiava ogni giorno con la lambretta: a lui è stata poi affidata -ci si dice- la presidenza per i due anni successivi. Tra i professori si ricorda certo Bartolone, siciliano, insegnante di matematica; Buonocore insegnava disegno, ma anche matematica; disegno hanno anche insegnato Catia Crisafi (di Giacomo) e per un anno anche Gianni D’Aguì; l’arciprete don Antonio Peronace insegnava religione. Un ricordo particolare, comune a parecchi amici contattati e anche al sottoscritto non ancora ventenne, riguarda le “magnifiche tre” professoresse Santa Labate, Antonietta Russo e certa Perrone, tutt’e tre del Reggino, pare. Com’è facile immaginare, chi veniva da lontano abitava certamente in pensione: la “bella” Santa Labate, per esempio, abitava in casa di mastro Vincenzo Schiavone, in piazza Santa Barbara. Il professore Macrì abitava in via Gallelli, in un mezzanile rimpetto al palazzo del barone Gallelli. Alcuni di loro consumavano i pasti a casa di Giuseppe Paparo (’e Giorgi) e moglie, Teresa Criniti detta Vittoruzza, che era stata assunta fin dal 2° anno quale bidella della scuola. Noi siamo ancora alla ricerca di altri documenti che ci svelino meglio la vita interna e l’importanza di questa benemerita scuola per Badolato. Nel frattempo, però, abbiamo il piacere di offrire ai lettori de “La Radice” il testo di un pesce d’aprile che uno degli alunni ha spedito per posta (1° aprile 1954) ad una delle sue professoresse di cui si era giovanilmente invaghito. A conoscenza dell’alunno, della giovanissima persona che ha disegnato il pesce e dei non meno giovani rimatori che hanno collaborato per il testo, preferiamo non rivelarne qui i nomi. PESCE D’APRILE D’Ugo Basville non cantai giammai, né, “pel di rosso”, Foscolo son’io; di Laura e Beatrice non poetai né per Silvia o Nerina fui afflitt’io. D’Italia Terza il poeta supremo, e il cieco vate che primo produsse, gli Eschili e i Sofocli d’ogni onde estremo parvenze sono al gran noto Trilusse. Cantar disdegno alla maniera del Tasso, non amo dir di dame e cavalieri; Bembo, Aretino ed ogn’altro gradasso lascin me sol poetar che son di ieri. D’Ellade antica il gran vate Tirteo, poeta sommo d’alti epici canti, ceda il suo passo ad ASCARO MANEO di cui nel mondo son già noti i vanti. Per il gran Mantovan non imparai: la scuola del Frugon mi partorìo, e se quest’esemplar mandarvi osai “pardon” ne chiedo come Pietro a Dio. Com’è già noto in Calabria son nato, culla a filosofi ed a letterati; residente nel suol di Badolato son l’idolo di tutti i laureati. Da me pendendo stanno a tavolino, e disdegnano il vino in pro dell’acqua, il famoso NAONZIO ZERAFINO e il molto illustre ZENCONVI SCIOLTILQUIA. Senza spendere versi al vento Vengo subito in argomento. Giava, Sumatra, Filippine, Oceania, Singapore m’han visto: ovunque trovando sardine fui all’isola di Pasqua per l’acquisto. Credete che Sant’Elena ho lasciato? Girai il Nilo, il Tarim, la Groenlandia; sino al Circolo Polare sono stato. Fui ad Oporto, a Siviglia e in Finlandia. Infine ad Onolulu l’ho trovato, dopo aver molto tempo camminato. Bello e grasso è desso il pesce, e il cucinar non vi rincresce. Buona parte col limone se lo mangi la Perrone; con buon gusto la magnate mangi il suo Santa Labate; arrostita una gran fetta mangi Russo l’Antonietta. Chi vuol poi saper ch’io sia l’anagram darà la via. Ascaro Maneo Vincenzo Squillacioti (Si ringraziano tutti gli amici che hanno dato la propria collaborazione per fare emergere quest’altro segmento della storia di Badolato.)
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