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Data: 30/06/2006 - Anno: 12 - Numero: 2 - Pagina: 11 - INDIETRO - INDICE - AVANTI

PICCOLI GRANDI EROI VENUTI DA LONTANO

Letture: 973               AUTORE: Ferdinando Scaglione (Altri articoli dell'autore)        

(Abbiamo il piacere di far leggere agli amici che ricevono il periodico un’altra bella pagina su Rohlfs, e su Edward Lear, non meno interessato del grande glottologo tedesco alla nostra Calabria. Ringraziamo il professore Ferdinando Scaglione che ce l’ha regalata, a nostra richiesta, e ci diciamo lieti se ci parteciperà quanto riuscirà a realizzare perchè anche nella sua Gerace siano tributati a Gerhard Rohlfs gli onori che merita.) PICCOLI GRANDI EROI VENUTI DA LONTANO L’umanità è stata sempre fatta di esseri mediocri, normali e donne ed uomini forti disposti ad affrontare inimmaginabili fatiche. Tra questi ultimi troviamo nomi illustri come Gerhard Rohlfs, Edward Lear, George Gising, Norman Douglas, Alessandro Dumas, H. Swinburne e tanti altri venuti a conoscere la nostra amara ed amata Calabria. Hanno sfidato pericoli e fatiche di ogni sorta: terremoti, briganti, caldo torrido. Hanno visto miseria e malattie. Hanno affrontato disagi e rischi per amore della conoscenza, per il grande desiderio di scoprire, incontrare, gustare bellezze naturali e per amore della verità affinchè pregiudizi negativi potessero crollare e le buone qualità della nostra gente fossero conosciute attraverso le opere che ci hanno lasciato. Rohlfs ha viaggiato in lungo ed in largo nella nostra terra. Ci ha lasciato tre grandi opere: “Il nuovo dizionario dialettale della Calabria”, “Il dizionario dei cognomi e soprannomi” ed un “Dizionario toponomastico”. Non ho avuto il piacere di conoscerlo personalmente ma è come se l’avessi incontrato. L’ho immaginato, nei miei sogni, indagare, raccogliere materiale da chiunque potesse aiutarlo nella sua instancabile ricerca, cavalcare l’asino per sentieri e campagne per incontrare, comunicare con la gente più umile, con coloro le cui radici non sono state avvelenate dalla “modernità”. L’ho immaginato apprendere facilmente i nostri dialetti ricchi di greco e latino per far meglio conoscere a noi la bellezza della lingua delle nostre radici, farla conoscere anche agli stranieri, farla studiare e farla amare. Nei suoi viaggi nella nostra terra fu più volte ospite dell’illustre dottor Salvatore Gemelli, prematuramente scomparso, che a Rohlfs ha dedicato interessantissimi lavori. L’illustre glottologo e dialettologo fu insignito di onorificenze e titoli accademici oltre ad essere socio dell’Accademia della Crusca e dei Lincei. In una breve conversazione con un giornalista tedesco, nel programma radiofonico “Prima pagina”, ho avuto conferma che Rohlfs, da lui definito “un pozzo di sapienza”, sia riuscito, addirittura, a far studiare il nostro dialetto agli studenti tedeschi nella facoltà di Lingue Straniere dell’università di Heidelberg. Il tedesco Rohlfs ha intuito più di tantissimi calabresi quanta dolcezza e romanticismo si trovano nei nostri dialetti. Nei miei ricordi da ragazzo, mi è rimasta impressa una vecchietta del mio paese, Gerace, dal nome”Maruzza” che voleva quasi rimproverare una signorina venuta da lontano che si era fidanzata con un bel giovane del suo rione chiamato, in segno di molto rispetto, “signurinu”. Le andò incontro e le`CAdisse: “Signurina, varrobbastuvu u megghiu carompulu da ruga”. Quanta poesia nelle sue parole. Quanto sarebbe stato inespressivo se Le avesse detto: “Signorina, lei si è rubata il miglior garofano del nostro piccolo distretto” che è cosa ben diversa pur riconoscendo la bellezza della lingua di Dante. Un altro grande viaggiatore che amò tanto la Calabria e che mi piace ricordare è Edward Lear. Scrittore, pittore, musicista, viaggiatore instancabile dal 1837 al 1888. Ci ha lasciato un patrimonio immenso: 146 libri e circa 10000 tra acquarelli, disegni ed olii. Stupendi paesaggi, anche della nostra terra, i cui originali si trovano, in buona parte, nella biblioteca dell’università di Harvard. I suoi diari del viaggio in Calabria dal titolo “Journals of a Landscape Painter in Southern Calabria and the Kingdom of Naples” tradotti da Ernesta Vollero col titolo “Diario di un viaggio a piedi in Calabria 1847”, sono un vero capolavoro. A Gerace fu ospite, per 5 giorni, di Don Pasquale Scaglione, mio antenato. Del suo anfitrione e della sua famiglia ha avuto un’ottima impressione. “Questa è una famiglia distinta e piacevole in tutti i sensi”, egli dice (vedi p. 82 del suo libro). Ho avuto il piacere di incontrare scrittori, pittori e giornalisti inglesi ed americani venuti in Calabria a cercare eventuali discendenti di chi l’aveva ospitato ed a ripercorrere gli itinerari che Lear, insieme ad una buffa guida, aveva percorso a piedi od a dorso di mulo, risalendo fiumare in un agosto caldissimo. Famoso per il suo “Book of Nonsense”, capolavoro dell’assurdo. Visitò paesi in Europa ed Asia. Un grande umorista triste che diede anche lezioni di pittura alla regina Vittoria . Di Gerace scrisse nel suo libro edito dalla casa editrice “W. Kimber” di Londra: “ Each rock and building at Gerace seems arranged and coloured on pur pose for artists and the union and lines formed by nature and art is perfectly delicious” (Ogni roccia e palazzo a Gerace sembra colorato e fatto apposta per gli artisti e l’unione delle linee formate dalla natura e dall’arte è perfettamente deliziosa). Piacevolissime le 5 puntate che la radio BBC ha dedicato a Lear per i suoi viaggi nel sud Italia. Posseggo la registrazione in inglese. Si prova una piacevole sensazione sentire lo speaker inglese riferire anche espressioni dialettali calabresi. I suoi disegni compaiono con frequenza in molte aste inglesi e la Finarte ha organizzato tre mostre di suoi capolavori la cui quotazione è piuttosto alta. Di lui hanno scritto opere interessanti. Tra gli altri ricordo: “Edward Lear” di Peter Levi; “That singular person called Lear” di Susan Chitty. Il Comune di San Remo gli ha dedicato uno splendido voluminoso libro, a cura di Rodolfo Falchi e Valerie Wadsworth. Giuseppe Tomasi di Lampedusa, famoso per il suo capolavoro “Il Gattopardo”, gli ha dedicato un lungo ed interessante articolo. Dei tantissimi viaggiatori famosi che hanno lasciato opere sulla nostra terra, qui ricordo soltanto pochissimi altri: George Gising: “By the Ionian Sea” (Sulla riva dello ionio); Norman Douglas: “Vento del Sud”; Stendhal: “In viaggio in Italia da Milano a Reggio Calabria”. Il grande scrittore e viaggiatore arriva in Italia alla ricerca della felicità; H. Swinburne: “In Calabria con Swinburne” (Travels in two Sicilies); Alessandro Dumas: “Impressioni di un viaggio in Calabria”. Che cosa ha spinto uomini forti e coraggiosi ad affrontare sacrifici d’ogni sorta in nome della conoscenza e della cultura? Uomini che probabilmente hanno rinunciato ai piaceri di godersi una famiglia, una compagna per sostituirle con una famiglia molto più grande. Rohlfs ebbe la fortuna di avere una sua famiglia alla quale aggiunse la grande famiglia degli esseri umani umili di varie parti del mondo tra cui noi “fieri calabresi”, come egli ama definirci. Lear non ebbe una compagna. La sostituì con una grande famiglia fatta di paesaggi, albe e tramonti, mucchi di case belle come presepi, con dialoghi con la gente, descrizioni di feste popolari, superstizioni e molto altro. Che cosa spinge dunque questi piccoli-grandi eroi ad affrontare le incognite ed i disagi? è uno sfrenato amore, una passione irresistibile od, incosciamente, aspirano a targhe ricordo e gloria? è probabile che vi sia anche una componente narcisistica che però aiuta a creare, scoprire e sopportare il sacrificio. Vi sarà stata anche in Shakespeare e Dante, per citare i due più grandi della terra nel campo umanistico. Nessun dubbio che in questi uomini vi sia un fortissimo desiderio di conoscere per poi trasmettere la loro conoscenza pensando che non il sacrificio e le pene morali e fisiche importano e preoccupano, bensà il cruccio e l’amarezza per non avere fatto e dato abbastanza per rendere la terra con tutti i suoi ignari abitanti meno ignorante e meno disumana.
PICCOLI GRANDI EROI VENUTI DA LONTANO - Ferdinando Scaglione
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