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Data: 30/09/2006 - Anno: 12 - Numero: 3 - Pagina: 29 - INDIETRO - INDICE - AVANTI

LETTERA AL DIRETTORE

Letture: 877               AUTORE: Domenico Lanciano (Altri articoli dell'autore)        

Caro Direttore! Sono ormai giusto 18 anni (dal primo novembre 1988) che vivo in esilio in Molise, ad Agnone, da dove cerco (come posso) di seguìre ancora le vicende del nostro paese e faccio del mio meglio per continuare a dare sempre il mio umilissimo contributo alla sua rinascita. Mi spiace veramente assai essere costretto a stare lontano (non certo per mia colpa) da Badolato, realtà che era diventata vera ed irrinunciabile vocazione della mia esistenza. Tuttavia, ritengo di aver fatto comunque la mia parte, specialmente con la idea-progetto del paese in vendita (1986-88) i cui risultati sono sotto gli occhi di tutti. Ovviamente, insieme, si sarebbe potuto fare molto molto di più se ci fosse stata pure la partecipazione positiva delle istituzioni superiori a quella comunale (provincia, regione, governo nazionale, comunità europea). Fra tanto altro avevamo sùbito evidenziato che Badolato era paese prototipo di migliaia altri in Europa. E soltanto ultimamente, dopo 15 anni, Legambiente (cui ci eravamo rivolti già nel 1987) riscopre il forte e non più sostenibile disagio dei comuni piccoli e spopolati e si limita ad un appuntamento annuale di esile e folclorica riflessione su tale degrado. Quantunque magra e tardiva, anche questa è una soddisfazione per noi badolatesi. Altra soddisfazione è che del lavoro fatto in`CA Badolato si sono giovati altri paesi (ad esempio, il limitrofo Santa Caterina dello Jonio). Insomma, come anticamente il campanile comunale badolatese dava un allarme a tutta la zona per i pericoli pirateschi che provenivano dal mare, così ancora una volta siamo riusciti a destare una attenzione maggiore, ma adesso nel villaggio globale, con il campanile mediatico. E poi un notevole rafforzamento dello interesse per Badolato è stato dato, dieci anni dopo nel 1997, dalla vicenda della accoglienza ai profughi curdi della nave Ararat. Non è questa la sede per fare analisi lunghe ed approfondite sulle due clamorose occasioni che ha avuto Badolato per proporsi alla attenzione degli stessi badolatesi e del resto del mondo. Però, non posso fare a meno di sottoporre una riflessione sociologica assai determinante. Il popolo di Badolato è avvezzo alle lotte però in entrambi i casi non è riuscito a tesaurizzare, a concretizzare politicamente i risultati sociali ottenuti tanto mirabilmente sul campo in entrambe le significative esperienze del paese in vendita e del paese solidale. E mentre le lotte contadine (1944-52) hanno saputo esprimere dirigenti ed amministratori a livello provinciale, regionale e persino un senatore (Luigi Tropeano)... le due vicende non hanno prodotto purtroppo alcuna rappresentanza politica (che è poi quella necessaria`CA ed indispensabile per ottenere i risultati più efficaci). Infatti, nel 1987-88 è stato vano il mio ripetuto appello alla federazione del Partito Comunista di Catanzaro tendente a far candidare qualche autorevole esponente della nostra zona al Parlamento Europeo proprio per rappresentare le necessità di migliaia e migliaia di comuni che, come o più di Badolato, avevano la medesima necessità di essere salvati dal degrado e dalla estinzione. E candidato al Parlamento Europeo avrebbe potuto essere lo stesso Sindaco di Badolato, simbolo dei nuovi progetti della immigrazione. Anche per lui mi ero rivolto ai massimi livelli politici regionali e nazionali. Insomma, per poca lungimiranza degli apparati decisionali nelle istituzioni e nei partiti (ma anche per nostra indolenza sociale), Badolato non è riuscito ad esprimere un deputato regionale o nazionale o europeo per difendere e portare avanti le conquiste ottenute con il grande lavoro fatto nelle due emblematiche vicende che tanto clamore hanno suscitato in Italia, in Europa e nel resto del mondo!... Al contrario, masochisticamente, invece di andare avanti, Badolato ha subìto una regressione complessiva in un campo altamente strategico come quello politico-decisionale, indebolendosi su tutti i fronti (persino con il mio allontanamento). Siamo diventati sostanzialmente tutti perdenti! E meno male che, nonostante tante difficoltà e solitudine istituzionale e progettuale, qualcosa sta facendo la cosiddetta società civile, la quale sta salvando, seppure lentamente e silenziosamente ma tenacemente, il borgo antico. Dobbiamo ringraziare proprio questa società civile badolatese, italiana ed internazionale, fatta di persone sensibili ed operose. Come spesso accade nella storia, è sempre la società civile ad essere molto più avanti di qualunque istituzione. Grazie, quindi, a tutti coloro che, pur tra tante nostre contraddizioni ambientali, si impegnano con amore per la rinascita di questo borgo antico, divenuto esempio e simbolo della nuova realtà euro-mediteranea. La vera unione europea, quella popolare, e il vero spirito mediterraneo sono sostenuti in gran parte proprio dalla società civile! Dunque, Badolato e la sua interzona e la stessa Calabria hanno perso due preziosissime occasioni di avere una valida rappresentanza socio-politica dentro le istituzioni più avanzate. In pratica, è stato come se non si fosse fatto niente! Ci sarà mai una terza occasione?... Lo spero. E, perciò, formulo i migliori auguri a Badolato e a tutti quei borghi che, dappertutto nel mondo, soffrono degrado, abbandono e rischiano di morire, mentre torno ad esortare la società civile a salvare il salvabile sempre ovunque e comunque! Domenico Lanciano * Giornalista
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