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Autore:Vincenzo Squillacioti     Data: 30/12/2020  
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Data: 30/06/2006 - Anno: 12 - Numero: 2 - Pagina: 25 - INDIETRO - INDICE - AVANTI

Risonanza di una giovane di 50 anni fa nel Giubileo della nascita della propria chiesa in Badolato M

Letture: 726               AUTORE: Luisetta Caporale (Altri articoli dell'autore)        

Risonanza di una giovane di 50 anni fa nel Giubileo della nascita della propria chiesa in Badolato Marina

Ci siamo!
50 anni!
Ceravamo parecchi di noi anche allora, nella nuova chiesa di mattoni rossi che odorava di cemento e di calce fresca, con tanta meraviglia negli occhi e nella mente. Una chiesa diversa, senza archi e senza colonne; ma luminosa s, molto luminosa, quasi come segno di quel trapasso da una vita paesana vissuta nel chiuso di un territorio ristretto, (Badolato Superiore), a una vita nuova, aperta sul mondo; a una vita che da l a poco sarebbe cambiata per tutti. Una chiesa moderna, con un ambone maestoso, in marmo bianco; un altare anchesso bianco con ornamenti rosa, come i marmi delle lesene e una balaustra di una finezza squisita, in vetro e ferro battuto nero. Una chiesa senza statue, senza quadri, senza armonium, senza banchi, senza sedie, (se non quella che qualcuno si portava dietro), una chiesa francescana nel senso stretto della parola, povera come eravamo noi: era la nostra chiesa, la chiesa della Marina di Badolato, nuova cittadina nascente dopo le due alluvioni del 1951 e del 1953.
14 marzo 1956, le porte si spalancano in tutta la loro larghezza e tutti, allimprovviso, ci siamo ritrovati famiglia, dove avremmo condiviso momenti di gioia, di serenit, e, purtroppo, anche di dolore, ma tutti insieme, come per farci forza, per non mollare, e, dove ogni persona che partiva, per cercar fortuna, creava un vuoto per tutti.
Quanti giovani sono passati tra queste mura? Chi li sa contare?
Alcuni sono passati in fretta, altri si sono fermati pi a lungo; ma, quasi tutti, raggiunta la maggiore et, sono partiti per ragioni di studio o di lavoro, portandosi nel cuore la propria parrocchia, fissandola nelle memoria in mezzo ai ricordi pi intensamente vissuti.
Gli anni della propria giovinezza sono sempre belli, ma hanno un sapore ancora pi dolce, nel ricordo, se vissuti in una buona compagnia e nel lontano paese: e cos stato per i nostri cari ragazzi degli anni 60-70 che, oggi, dopo tanto tempo, rientrando per le ferie e incontrandomi ripetono: Come erano belli quei tempi! Ricordate ricordate?
E gi a ricordare, anche inezie, che nel ricordo assumono un sapore particolare e quanti ricordi! Ricordi di una vita fatta di niente, ma felice delle piccole, per noi, grandi cose fatte assieme, in un continuo movimento di generazioni che si rinnovavano e che, come tedofori, si passavano la fiaccola di mano in mano: mentre alcuni partivano altri venivano su e prendevano il posto di chi era andato via, in un rinnovamento continuo, senza soluzione di continuit, perch dove c giovent, -e Badolato era un paese fatto soprattutto di giovani- la staticit non pu esistere.
Agli inizi di questa nostra comunit, facemmo tanto; dovemmo crescere in fretta, perch gli adulti portavano una fede molto ferma, ma strettamente legata alle tradizioni e alle superstizioni popolari e i Padri Conventuali, cui era stata affidata la cura delle anime, fin dal principio, volevano dare, alla nascente chiesa, un volto nuovo; cos noi, di cui alcune allieve o ex-allieve di Maria Ausiliatrice, o gi iscritte allA.C., per far cambiare qualcosa ci mettemmo a studiare seriamente i testi della Fede, ci inserimmo nellA.C. diocesana e Nazionale, partecipando agli Esercizi Spirituali e ai Corsi di aggiornamento diocesani ogni anno cos che ogni generazione che passava aveva le sue opportunit in parrocchia e in diocesi.
Anche a livello liturgico-sacramentale i giovani fummo dei veri protagonisti nella formazione della Comunit. Dapprima aiutati dai Padri, poi da soli, passammo dai canti tradizionali, un po storpiati, allautentico gregoriano, e, senza traumi, dalle Missae in latino -spesso a pi voci dispari- ai canti in italiano della Riforma Liturgica, creando sempre nuovi cori con altrettante divise nuove, per ogni generazione.
Dopo il Concilio, verso la fine degli anni sessanta, coscienti che levangelizzazione per il laico preminentemente fuori le mura, aiutati da P. Nicola Criniti, (1968), ci demmo da fare per linculturazione della Fede iscrivendoci alla Domus Christiana, movimento della Pro-Civitate Christiana di Assisi e portando avanti convegni culturali aperti ai paese vicini e tavole rotonde, ecc.; fondavamo, poi, il primo Centro Culturale di Badolato Marina (1974), per un dibattito serio sui temi di attualit, lasciando largo margine anche ad attivit ricreative e teatrali; contemporaneamente, sollecitati da don Gerardo Letizia, salesiano, ci aprivamo alla missionariet e alla carit, lavorando per lOperazione missionaria Mato Grosso e partecipando ai pellegrinaggi col treno bianco per Lourdes (1975), ecc. Non si rifiutava, in seguito, (1979/80) lopportunit di portare avanti la rubrica religiosa settimanale La verit vi far liberi nella locale Radio Pulsar, cui facevano parte come fondatori parecchi giovani della parrocchia.
Ora dove sono quei giovani?
Sono cresciuti, sono diventati pap, mamme, nonni, professionisti, onesti lavoratori sparsi per il mondo; ma dentro di loro c sempre un posto riservato alla parrocchia lasciata 40, 30, 20 anni fa; il loro cuore pulsa ancora per la propria chiesa, perch` essa stata un vero punto di riferimento; ognuno di loro sente di averne costruito un pezzettino, sente di averne scritto una pagina e, come per tutti dopo un certo tempo i ricordi belli riemergono, anche per questi giovani il ricordo del proprio vissuto non poteva non accendere la memoria del passato e proprio in questi ultimi anni sorge in tutti, quasi allunisono, il desiderio di riprendere quel dialogo interrotto involontariamente anni fa, di ritessere quella tela rimasta sospesa.
Ma come?
Qualche anno fa un primo approccio, per opera di un gruppetto, ma niente di fatto. E quale imput pi forte dellavvicinarsi del 50` anniversario di apertura al culto della nostra chiesa per dare corpo allidea e questa volta con pi concretezza?
Qualcuno nellestate scorsa ricorda questo avvenimento e, con un semplice passa parola raggiunge un gruppo di una ventina di persone che si incontrano nel cortile della vecchia canonica -precisamente il 19 agosto 2005- dove una volta cera un giardino. Basta un incrocio di sguardi e in un attimo negli occhi di tutti brilla una luce antica e nuova: sessantenni insieme a ventenni ritornano a essere quei ragazzi birboni e vivaci di un tempo. Si parla, si ricorda, si ride, si raccontano aneddoti e nasce spontaneo da parte di tutti il desiderio di una grande Convocazione specie con i pi lontani, per riprendere le fila, per dirci che ci siamo, ma soprattutto per riaccendere la memoria del cuore mettendo insieme le nostre storie.
Lentusiasmo prende nel profondo, ma come raggiungere tutti?
Per i vecchi giovani ci non costituisce un problema: c il locale trimestrale La Radice che arriva in tutto il mondo dove ci sia un Badolatese, e poi c Internet e, infatti, proprio nel giorno dellanniversario del 50 -il 14 marzo u.s.- arriva il dominio di un Sito tutto nostro dal titolo www.ricordando.net
Ed ora? Al lavoro!
Incominciamo a mettere insieme i nostri ricordi, a testimonianza per le generazioni future, inviando foto; scrivendo pezzi di storia vissuta, esperienze, ecc. o anche piccoli aneddoti; contattando quanti pi amici possiamo raggiungere, in attesa dell incontro estivo (tra il 16 e il 20 agosto) quando, tutti insieme, a Dio piacendo, ci raduneremo per festeggiare pure noi, specie gli emigranti, la nostra bella chiesa, non fatta di mattoni, ma di pietre vive, costituite da ognuno di noi.
Sembra strano ricordare cos la nascita e la crescita di una parrocchia, ma per chi lha vissuta come me, attimo per attimo, con trepidazione, attesa, fatica, gioia, dolore e grande responsabilit, cercando di essere soltanto un filo conduttore, tra le varie generazioni, godendo del sano protagonismo dei giovani, aiutando al momento giusto e lasciando fare a loro, a tanti anni di distanza, non ne vede la distanza, tutto sembra presente e, quella sera dei festeggiamenti ufficiali -19 marzo 2006- non ha potuto trattenere la commozione interiore che linvadeva come un fiume, mentre come in un film vedeva i diversi volti delle persone che non ci sono pi, di quelle che se ne sono allontanate e di quelle che sia in parrocchia, sia sparse nelle varie parti del mondo continuano a essere impegnate nella pastorale, nella promozione umana sotto qualsiasi forma e nelleducazione dei giovani in qualsiasi campo.
Intanto vorrei ringraziare tutti coloro che hanno contribuito a fare bella e meravigliosa la storia della nostra chiesa, dai sacerdoti al pi piccolo dei ragazzi che con il suo sorriso ha dato qualcosa a ognuno di noi.
Luisetta Caporale
La pi antica


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