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Autore:Filippo Ramondino     Data: 31/12/2019  
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Data: 31/12/2017 - Anno: 23 - Numero: 3 - Pagina: 27 - INDIETRO - INDICE - AVANTI

ULISSE IN ITALIA SICILIA E CALABRIA NEGLI OCCHI DI OMERO

Letture: 651               AUTORE: Salvatore Mongiardo (Altri articoli dell'autore)        

Armin Wolf
ULISSE IN ITALIA SICILIA E CALABRIA NEGLI OCCHI DI OMERO
(Ecco una lettera, dellamico Salvatore Mongiardo,
alla quale vogliamo dare uno spazio tutto suo
perch, oltre che messaggio di affetto e di stima verso
lamico professore tedesco Armin Wolf, un atto
di fede, un grido di gioia, un invito a sperare. Ed
anche la consapevolezza di un uomo della validit
delle sue lunghe e laboriose ricerche, e della correttezza
del percorso seguito da tanti lustri. La pubblichiamo
con piacere, la lettera che segue, anche perch
a noi stato dato di conoscere il professore Wolf,
e di sentirlo pi di una volta a Squillace mentre a
centinaia di persone illustrava appassionatamente le
sue teorie sul lungo e travagliato viaggio di Ulisse,
e parlava di un libro che avrebbe ultimato, in lingua
tedesca, e poi -sperava- in lingua italiana. Dopo tanti
anni, ci siamo. Siamo lieti anche di questo.)

Caro Armin,
ho appena finito di leggere il tuo libro con estrema attenzione e sono in preda a turbamento
e gioia come raramente mi capita. La mia mente torna al nostro primo incontro nel lontano 1966,
quando tu eri venuto dalla Germania a Copanello per una conferenza. Il nostro incontro fu fugace, ma in
me lasci un segno indelebile quanto disse in quelloccasione quel docente di storia, un romano se non
erro, del quale n tu n io ricordiamo pi il nome. Allinizio della conferenza, quel professore parl dei
sissizi che re Italo teneva nelle terre attorno a Squillace, i banchetti comunitari che avvenivano dopo la
raccolta del grano diviso ugualmente in spirito di amicizia.
Tu allora tornasti in Germania per iniziare la tua carriera di professore universitario, e anchio tornai
in Germania, dove mi trovavo da un anno, a studiare diritto internazionale. Passarono da allora pi di
trenta anni e, ai primi del 2000, lamico Vito Maida mi condusse a Squillace, dove un professore tedesco,
che poi eri tu, aveva comprato casa ai piedi del castello. Fu cos che tincontrai di nuovo e conobbi tua
moglie Inge. Nel frattempo avevo scritto il mio Ritorno in Calabria, nel quale avevo ripreso il tema dei
sissizi e della nascita dellItalia, avvenuta, lo scrive Aristotele, nel territorio tra Squillace e Lamezia.
Tu invece avevi gi pubblicato il tuo libro in tedesco, e solo adesso apprendo della partecipazione di
tuo fratello Hans-Helmut alle ricerche sui viaggi di Ulisse. Ricordo un nostro incontro nella tua casa di
Squillace a parlare e a guardare il mare lontano e i campi con gli ulivi, mentre tu, girato verso Tiriolo,
non riuscivi a staccare gli occhi da quella terra dove Ulisse era stato ospite di Alcinoo.
Il nostro comune interesse si accese pi forte quando, nel 2016, abbiamo presentato la Nuova Scuola
Pitagorica a Crotone, evento al quale tu e Inge avete voluto essere presenti. Tu avevi portato con te una
copia del tuo libro in tedesco come se volessi passare a noi il testimone per la riscoperta dellItalia e
della Magna Grecia, che fu figlia dellItalia e di Pitagora.
Ho seguito la ricostruzione dei viaggi di Ulisse che tu hai fatto con precisione tedesca controllando
i venti, le maree, i promontori, le isole, i fiumi, la durata dei viaggi, fino allapprodo finale di Ulisse a
Scheria, la Terra dei Feaci, quella che dava frutti tutto lanno, la prima Italia.
Ebbene, mi sono emozionato e sentito partecipe a quellavventura soprattutto nella tua descrizione
e ricostruzione di Ulisse quando attraversa lo Stretto di Messina, ricacciato verso nord dalla rema
montante, di cui io non sapevo nulla, anche se avevo attraversato lo Stretto diecine di volte andando
allUniversit di Messina.
Caro Armin, a giugno 2017 abbiamo festeggiato a Crotone per la prima volta la nascita dellItalia, e
nel 2018 la festeggeremo alla Roccelletta di Squillace, probabilmente a giugno, nella stessa terra dove
vissero i primi Itali. Io spero che per loccasione tu potrai essere con noi, anche per vederti riconosciuti
i grandi meriti per il tuo lavoro durato decenni.
Ora non posso non pensare che in Italia approdarono e trovarono pace sia il vincitore di Troia,
Ulisse, sia il suo mortale nemico, Enea. E gli infiniti tentativi di Ulisse tra tempeste, scogli, mostri,
sirene, ciclopi per approdare in Italia, sono il simbolo di unumanit che per millenni ha tribolato alla
disperata ricerca di una patria amica che accolga in vita e morte.
La tua scoperta della Terra dei Feaci come Prima Italia si ricollega perfettamente alla mia recente
scoperta dellETICA PITAGORICA basata sui cinque principi di: 1. Libert; 2. Amicizia; 3. Comunit
di vita e di beni; 4. Dignit della donna; 5. Pane, cio vegetarismo. Quei principi erano le regole di vita
degli Itali, che Pitagora comprese ed elev a modello etico universale, immutabile e indiscutibile come
le regole della matematica.
Lultimo capitolo del tuo libro enumera i tentativi di unenormit di autori antichi e moderni che
hanno cercato di ricostruire i viaggi di Ulisse, da Esiodo ed Erodoto fino a te, portandolo di qua e di l
per i mari e i continenti, fino allIndia, al Polo Nord, alle Americhe, allAfrica. Essi possono sembrare
tentativi maldestri o infantili, ma, secondo me, indicano invece il bisogno dellumanit di identificarsi
con Ulisse alla ricerca di una patria senza violenza, una casa comune di tutti i viventi. Quella patria che
Omero annuncia, lItalia patria etica universale, unItalia non nuova n antica, ma semplicemente
calda, materna ed eterna, che noi proponiamo a tutti per uscire dallo smarrimento e dal clima di violenza
inaccettabile che sovrasta il mondo.
Un magnifico destino, caro Armin, ci ha unito per essere banditori della nuova civilt, quella che io
chiamo Civilt Sissiziale, cio conviviale, buona e non competitiva.
Dalla Calabria e dal profondo del cuore ti ringrazio, Armin, a nome di tutta lumanit e mi congratulo
anche con leditore Massimo Tigani Sava per laudacia nel lanciare questopera e anche per la sua
bellissima prefazione che condivido dalla prima allultima parola.
Un forte abbraccio e a presto!

Salvatore Mongiardo
28 novembre 2017


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