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Data: 31/03/2006 - Anno: 12 - Numero: 1 - Pagina: 43 - INDIETRO - INDICE - AVANTI

ARTISTI DI CASA NOSTRA

Letture: 1836               AUTORE: Vincenzo Squillacioti (Altri articoli dell'autore)        

Trovandoci un paio d’anni fa a Monasterace per una ricerca di cui poi si è scritto su “La Radice” ci è stato sottoposto un bel dipinto per discutere del significato della scritta riportata in chiara grafia. Leggendovi il nome dell’autore della tela, il pittore Antonio Ceravolo, ci è subito parso si trattasse di un artista non del tutto sconosciuto. Difatti… nella nostra chiesa dell’Immacolata, in Badolato Superiore, sulla parete di sinistra si possono ammirare tre belle tele firmate da quell’Autore, di cui noi non conoscevamo nulla. Un nome come un altro, sino a quel momento, e chissà quante volte siamo passati accanto a quei dipinti senza che quel cognome suscitasse la nostra curiosità. Chi era Ceravolo? Ecco la domanda che ci siamo posta appena fatto l’accostamento tra il dipinto di Monasterace e le tre grandi tele che si trovano nella nostra chiesa. Da quel momento abbiamo cominciato a cercare, contattando alcune decine di persone tra vecchi amici e nuovi per l’occasione, di cui alcuni esperti ed altri professionisti nel campo dell’Arte, portando la ricerca da Monasterace a Roma e ad Imperia, da Soriano Calabro e Serra San Bruno a Badolato, a Soverato, a Squillace, a Catanzaro, a Isola Capo Rizzuto, a Crotone, a Strongoli… Con risultati certamente non tali da compensar l’impegno e la fatica, perché da noi -si sa pure questo- la ricerca è spesso più difficile di tantissime altre cose che facili non sono. Riteniamo comunque nostro dovere partecipare a chi ha occasione di leggerci quanto fin qui trovato, con la speranza che altri voglia e sappia fare di più e meglio. Dal groviglio delle notizie anagrafiche e di stato civile, faticosamente attinte a Isola Capo Rizzuto, a Soverato e soprattutto a Davoli, presso sedi comunali e ancor più dalla viva voce di numerose persone, risulta (ed è documentato) che nel secolo 19° sono vissuti i fratelli Antonio e Francesco Ceravolo, pittori; ma non abbiamo scoperto quando e dove sono nati: a Chiaravalle o a Davoli? O forse a Soriano, dove il cognome è ancora numeroso? Le notizie certe (o quasi) cominciano con Luigi Ceravolo (figlio del pittore Antonio), nato a Davoli nel 1867 e sposato a Isola Capo Rizzuto con Francesca Lunari, nata nel 1874. Luigi e Francesca ebbero parecchi figli, tra cui Carmine Angiolo Antonino, detto Nino, nato a Davoli il 21 febbraio 1899 e sposato a Maria Teresa Gualtieri, la cui sorella Maria sposò un Monterosso da cui nacque Vittorio, e da lui Mimmo, l’artista Mimmo Monterosso, impareggiabile nostro collaboratore in questa fatica, artisticamente e validamente attivo a Davoli Superiore. Da Luigi e Francesca nacque anche Giosuè, nel 1901, e da lui Rita Ceravolo vedova Castanò, che da Soverato ci ha dato una mano. Da uno dei figli di Luigi è nato Francesco Ceravolo, medico, che abbiamo contattato a Chiaravalle. Salvo errore -più di un errore è possibile, e ce ne scusiamo se ne venissero fuori- dal pittore Antonio (il Nostro) nacque anche Giuseppe (fratello di Luigi) e da lui Mario Ceravolo, noto medico di Chiaravalle e già deputato al Parlamento della Repubblica Italiana alcuni decenni fa: abbiamo contattato anche la figlia Signora Maria a Roma. Fermiamoci qui, per dire ora di pittura. Di Francesco Ceravolo abbiamo scoperto una sola tela. In condizioni che richiederebbero un immediato intervento restaurativo, misura 198x132 centimetri, e raffigura Santa Caterina d’Alessandria, con Sant’Antonio da Padova, San Francesco d’Assisi e Angeli. Una curiosità che, comunque, non ci rallegra poi tanto: la tela, piuttosto bella, è stata per così dire “riscoperta” soltanto due anni fa (il Quotidiano, 15 giugno 2004, pag. 31). Di Antonio Ceravolo, invece, abbiamo trovato diciassette tele, una di soggetto profano, a Monasterace, e sedici di soggetto sacro: una a Isola Capo Rizzuto (cercando in internet); una a Sant’Andrea Apostolo dello Ionio; tre, come si è detto, a Badolato e undici a Davoli, il paese, a quanto pare, dei pittori fratelli Ceravolo. Vogliamo ancora dire della datazione delle tele, anche e soprattutto al fine di inquadrare il periodo storico nel quale i nostri pittori vissero ed operarono. La tela di Francesco Ceravolo, a Gasperina, è datata 1896. Tredici tele di Antonio Ceravolo sono così datate: 1880 quella di Isola Capo Rizzuto, 1885 quella di Monasterace; 1875, 1876 e 1885 le tre tele di Badolato; dal 1856 al 1888 sette tele a Davoli. Quattro tele, invece, non sono datate (quella di Sant’Andrea e tre di Davoli). Per completezza, sia pur nell’inevitabile lacunosità, vogliamo qui dire che a Santa Caterina sullo Ionio abbiamo trovato una tela (non firmata né datata), raffigurante le anime del Purgatorio, che somiglia alla tela di Isola Capo Rizzuto. Noi non siamo critici d’Arte, né siamo così sprovveduti da improvvisarci tali. Non possiamo, tuttavia, chiudere questo scritto, che è comunque un capitolo di Storia dell’Arte, senza esprimere un qualche giudizio sulla pittura di Antonio Ceravolo. Giudizio che ha scritto per noi il professore Antonio Gesualdo: leggiamolo. TRE DIPINTI OTTOCENTESCHI FIRMATI DA ANTONIO CERAVOLO Chi ama la virtuosità dell’arte non si mostrerà ritroso od esitante a visitarli, nella chiesa dell’Immacolata, fondata nel 1686 e rifatta nel 1859. Nel S. Andrea Avellino (altezza cm 142x98), mentre celebra la Messa, il Teatino (1521-1608) viene colpito da un raggio di luce, emanata dal Crocifisso, e un chierico lo sostiene; l’iscrizione dice: JOSEPH ANTONIO GUARNA FILIUS DE SUO F.F. A.R.S. MDCCCXXV. Nel S. Antonio da Padova (cm 142x98), al dotto figlio (+ 13 giugno 1231) della gentildonna portoghese Teresa Tavera, inginocchiato, appare in visione il Bambino Gesù, circondato da nuvole e Angeli; in basso a destra si legge: SUMTIBUS HUJUS CONGRGATIONIS FRATRUM A.R.S. 1876. Nella ammirevole Crocifissione (cm 146x100), eseguita nel 1885, committente Vincenzo Carnuccio alias Runca, anche le figure della Madonna, con una spada nel cuore, e delle Pie Donne si staccano per forza di rilievo e di luce. In questa tela, dove la sacrale solennità è legata con un profondo sentimento religioso, ravviso la scarsità di effettismi prospettici e un ductus pittorico fluido e immediato; e vi prendo interesse per l’intensità espressiva e cromatica delle figure, per la maniera plasticamente robusta di colorire e per la perfetta intelligenza del chiaroscuro. Antonio Gesualdo Chiudiamo questo lavoro con l’auspicio che la ricerca sui pittori Francesco e Antonio Ceravolo continui in futuro, con più robuste energie a disposizione. Vincenzo Squillacioti (Si ringraziano tutti gli amici che ci hanno aiutato in questa ricerca. Il nostro particolare ringraziamento a Francesco Lorenzo, restauratore della tela di Isola Capo Rizzuto nel 1980; a Pietro Procopio che ha fotografato per noi quella tela; al maestro Giuseppe Maria Pisani; alla Signora Amelia Princi; al pittore Franco Raspa; a don Pasquale Gentile; al dottor Francesco Ceravolo; alla Signora Maria Ceravolo; alla Signora Rita Ceravolo; alla Signora Marzia Battisti. Un ringraziamento tutto speciale all’amico Mimmo Monterosso, degno discendente dei Nostri Antonio e Francesco Ceravolo, che ci è stato vicino dall’inizio alla fine della ricerca, e al sempre disponibile amico Michele Varipapa che è l’autore di quasi tutte le fotografie (comprese quelle qui non riprodotte) fatte con passione e capacità professionale. Si ringraziano anche i numerosi amici il cui nome qui non compare esclusivamente per ovvi motivi di spazio.)
ARTISTI DI CASA NOSTRA - Vincenzo Squillacioti
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