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Data: 31/12/2006 - Anno: 12 - Numero: 4 - Pagina: 14 - INDIETRO - INDICE - AVANTI

Il restauro dell’affresco di S. Caterina a Badolato

Letture: 1154               AUTORE: Sante Guido - Giuseppe Mantella (Altri articoli dell'autore)        

(Del prezioso affresco venuto alla luce nel 1991 nella chiesa di Santa Caterina, “La Radice”, sollecitata dalla sensibilità dell’amico Raffaele Ermocida, già nel passato ha avuto modo di scrivere. Oggi, a restauro ultimato, non possiamo che dirci lieti che questa artistica perla -tra le poche di cui disponiamo- sia stata restituita al suo splendore, grazie soprattutto all’interesse alla passione e all’arte di Pino Mantella, forse unico e qualificato restauratore di questa nostra zona, che ha operato insieme al suo collega Sante Guido. Convinti che nessuno poteva farlo meglio di lui, lo abbiamo pregato di scriverne per i nostri lettori. Ed ecco il suo contributo, di cui sentitamente lo ringraziamo.) Il restauro dell’affresco di S. Caterina a Badolato Un frammento della nostra storia recuperato L’affresco di Santa Caterina d’Alessandria è stato fortunosamente rinvenuto solo pochi anni orsono dopo il furto di un dipinto su tela posizionato sul settecentesco altare sinistro della omonima chiesa. L’immagine della Santa di antica fattura era gelosamente custodita dietro un muretto a secco. I costruttori dell’altare non distrussero la figura della Santa realizzata con la tecnica dell’affresco, ma crearono una piccola intercapedine con frammenti di laterizi e malta al fine di proteggere la sacra immagine. Circa tre anni orsono il compianto Raffaele Ermocida ci fece conoscere l’opera e con un enorme entusiasmo ci raccontò del ritrovamento da lui stesso realizzato. Addolorato per il pessimo stato di conservazione in cui versava l’affresco, chiedeva cosa si potesse fare per poterlo restaurare. Per qualche strana coincidenza che la vita pone lungo la “strada” solo pochi mesi prima a Malta avevamo ricevuto l’incarico dal Ministero degli Affari Esteri d’Italia, di restaurare nella Cattedrale di San Giovanni Battista a La Valletta, chiesa conventuale dei Cavalieri dell’Ordine di Malta, la cappella dedicata a Santa Caterina d’Alessandria, Patrona dei Cavalieri di nazionalità italiana. Opera realizzata dal nostro grande pittore calabrese Mattia Preti. Di lì a poco organizzammo inoltre nella stessa Cattedrale una mostra dedicata alla Santa raccogliendo tutti i dipinti presenti sull’isola che Mattia Preti dedicò a Caterina, alcuni dei quali considerati capolavori assoluti della pittura barocca italiana. Sembrava un piccolo segno del destino, quindi a tanto entusiasmo dimostrato da Raffaele, non si poteva che rispondere con eguale entusiasmo. Offrimmo quindi alla Confraternita di Santa Caterina la nostra disponibilità a restaurare gratuitamente la sacra immagine. Avviate le procedure burocratiche con la Soprintenenza ai Beni Storici Artistici della Calabria e dopo un incontro avvenuto in situ con la responsabile di zona della Soprintendenza, la dottoressa Nella Mari, s’iniziarono i lavori di restauro conservativo dell’opera. L’affresco badolatese rappresenta la Santa nella iconografia classica di una giovane vergine con il capo velato. In basso a sinistra si conserva ben visibile il frammento della ruota uncinata, strumento del martirio fatto usare dall’Imperatore Massimino per torturare la giovane Caterina. Sotto i piedi ella schiaccia trapassandola con una spada che impugna con la mano sinistra la testa di un infedele riconoscibile dal caratteristico copricapo a turbante turco, simbolo della vittoria del Cristianesimo sugli infedeli. Una eccezione alla tradizionale iconografia che rende l’affresco di Badolato particolarmente importante e prezioso è il libro che Caterina impugna nella mano destra, a ricordare la conoscenza che la ragazza se pur giovanissima aveva delle Sacre Scritture. L’opera realizzata con la tecnica della pittura su intonaco bagnato (“a-fresco”) segue la scompartizione tipica della immagine in più porzioni secondo la buona regola dell’arte: la testa, la mano destra, il libro, la figura dell’infedele. I colori sono stesi con pennellate corpose per quanto riguarda i panneggi, con minuti e sapienti tocchi per quanto riguarda il volto della santa e l’effigie del turco. Con altrettanta sapiente maestria venne realizzata una bella cornice che racchiude l’intera immagine, eseguita con due colonne tortili di un bel rosa intenso sui due lati, mentre nella parte alta orizzontale, completa la decorazione una cornice a motivi decorativi “a grottesche” tipici della pittura italiana del Cinquecento. L’opera al momento del ritrovamento si presentava in pessimo stato di conservazione, l’intonaco sul quale era stata realizzata la pittura in moltissimi punti era in fase di collassamento e le superfici erano quasi completamente ricoperte di efflorescenze saline dovute ad umidità di risalita. Numerose lacune rendevano il dipinto non completamente leggibile. Le operazioni di restauro, realizzate in più fasi sotto la sorveglianza della dottoressa Nella Mari, hanno previsto il consolidamento dell’intonaco in fase di distacco, la pulitura chimico-meccanica delle superfici dipinte, la realizzazione di stuccature e la reintegrazione pittorica delle lacune con la tecnica della selezione cromatica al fine di rendere l’immagine leggibile nella sua interezza. L’affresco di Santa Caterina a Badolato, le vicende legate al suo fortuito ritrovamento, la necessità d’intervenire con un urgente intervento di restauro, ci hanno permesso di candidare nella primavera del 2006 questa opera alla “Campagna Nazionale di Salvalarte 2006” di Legambiente a tutela e valorizzazione dei tesori nascosti, certi che il loro recupero sia la carta vincente per creare occupazione durevole, per costruire uno sviluppo economico solido ed ambientalmente compatibile, per trovare forza e fiducia nelle nostre radici culturali. L’affresco di Santa Caterina di Babolato è stato fintanto adottato come “logo” dell’intera campagna nazionale, a testimonianza della importanza dell’opera e del suo emblematico valore storico artistico sia locale che nazionale. All’inaugurazione, avvenuta il 3 novembre 2006 organizzata con la collaborazione del Gruppo archeologico “Paolo Orsi”, hanno partecipato oltre ai rappresentanti delle istituzioni, numerosissimi studenti provenienti da tutti i paesi del comprensorio. A questo punto c’è da auspicare che questa iniziativa non resti isolata ed unica visto l’ingente patrimonio artistico presente nel centro storico di Badolato che versa in stato di quasi totale abbandono. Valga ad esempio nella stessa chiesa di Santa Caterina la presenza sulle pareti dell’antica abside, di frammenti di affreschi al momento illeggibili ma che se sottoposti ad interventi di restauro potrebbero restituire importanti sorprese.
Il restauro dell’affresco di S. Caterina  a Badolato - Sante Guido - Giuseppe Mantella
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