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Data: 31/03/2003 - Anno: 9 - Numero: 1 - Pagina: 13 - INDIETRO - INDICE - AVANTI

EDUCAZIONE ALLA LEGALITÀ. INIZIATIVE, INCONTRI.

Letture: 1610               AUTORE: Marina Gervasi (Altri articoli dell'autore)        

Come ogni sistema educativo, la scuola italiana, oltre al compito di trasmettere sapere, conoscenza e contenuti culturali, ha come principale funzione formativa la preparazione di giovani capaci di affrontare, ristrutturare, riformare quei problemi di natura sociale, culturale ed economica che caratterizzano lattuale societ in continua e profonda evoluzione. Tale funzione, nella nostra regione e nel nostro comprensorio, acquista valenza particolare se solo riflettiamo sulla piaga della criminalit organizzata: la ndrangheta, che da sempre ha attaccato e colpito la nostra martoriata terra. Acquistano, perci, notevole importanza le iniziative culturali di cui si fa promotrice la scuola attuando corsi, dibattiti ed incontri per educare i giovani alla legalit ed al rispetto delle istituzioni in genere. LIstituto Tecnico per Geometri Giovanni Malafarina presso il quale svolgo la mia attivit di docente stato sempre fortemente impegnato in tal senso e frequenti sono state le opportunit di incontri significativi con giuristi, politici, scrittori attivamente impegnati nella lotta alla delinquenza mafiosa. Ed proprio, nellambito di questa problematica che, recentemente lIstituto, in collaborazione con lOsservatorio Falcone Borsellino Scopelliti Valarioti, ha ospitato un giovane scrittore il Dott. Arcangelo Badolati giornalista della Gazzetta del Sud, componente del Centro di Documentazione e Ricerca sul Fenomeno Mafioso in Calabria ed autore del libro Malandrini. A me toccato il gradito compito di presentare il testo Malandrini. Confesso di averlo letto tutto dun fiato presa dalla narrazione di fatti e avvenimenti, realmente accaduti, che, pur tuttavia, sembrano inventati, quasi frutto di fantasia, soprattutto nei primi capitoli dove si descrivono quelli che erano i personaggi della ndrangheta primitiva. Lautore li descrive con stile quasi verghiano, realistico e obbiettivo, ma a tratti anche crudo e tragico, specialmente quando racconta la vendetta della banditessa Femia la quale, pur amando il suo uomo, lo uccide avvelenandolo perch non aveva voluto riconoscere il loro figliolo. La narrazione si fa via via sempre pi vivace, i personaggi, le vicende sono descritti con prosa fluente ed incisiva, a volte interrotta dalluso del dialetto, ma che tuttavia offre un quadro ben delineato e preciso di quelli che sono i protagonisti. Lopera, al di l di una valutazione di carattere storico e letterario, assume particolare valenza morale in quanto serve a far comprendere come la ndrangheta calabrese sia un mostro dalle cento teste. Attualmente il fenomeno sembra attraversare un periodo di quiescenza ma, i tanti episodi delittuosi, che frequentemente si osservano, fanno intendere come non bisogna mai abbassare la guardia nella lotta alla delinquenza organizzata. Appunto la scuola, il cui compito di istruire ed educare, deve assumersi perci il ruolo primario ed importante di stimolare le giovani generazioni alla conquista e alla difesa della legalit, bene assolutamente inalienabile, con la certezza che solo in questo ambito diventa possibile il progresso sociale in una democrazia, libera da condizionamenti di tipo mafioso.

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