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Data: 30/06/2003 - Anno: 9 - Numero: 2 - Pagina: 18 - INDIETRO - INDICE - AVANTI

ANTONIO PIROMALLI - L’INTELLETTUALE CHE PIÙ DI TUTTI HA FATTO PER LA CALABRIA”

Letture: 1626               AUTORE: Vincenzo Squillacioti (Altri articoli dell'autore)        

ANTONIO PIROMALLI LINTELLETTUALE CHE PI DI TUTTI HA FATTO PER LA CALABRIA Non si ancora spenta leco della notizia della morte di Antonio Piromalli -e non si spegner facilmente- e sentiamo il bisogno di scriverne anche noi. Senza alcuna pretesa di dire dellaccademico, dello storico, del letterato che ci ha lasciato sera di sabato 7 giugno, allet di 83 anni. Soprattutto perch non siamo critici letterari, ed anche perch, lo confessiamo, non abbiamo avuto il piacere e il privilegio di conoscere come, come avremmo voluto, lintellettuale libero e indipendente che pi di tutti ha fatto per la Calabria. Se oggi lo conosciamo meglio che nel passato perch abbiamo letto qualche no necrologio, come definisce Turi Vasile il suo commosso scritto per loccasione, nel quale, appellando Piromalli il ragazzo del Muriceddu, ne tratteggia, da amico coetaneo e discepolo, lessenzialit del carattere. E lo dice uomo esemplare per superiorit morale e profondit damore. E ricorda, tra laltro, che un giorno gli disse: la vita un dubbio; solo Dio pu cancellarlo.. E dichiara di conservare i suoi estratti, i ritagli, le note con calligrafia tremolante, incerta quanto fermo, acuto e limpido era il suo pensiero. Ecco, dobbiamo confessare che anche noi abbiamo conservato tutto ci che abbiamo ricevuto da Antonio Piromalli, e consultiamo spesso quel monumento che La letteratura calabrese, che abbiamo acquistato. Conserviamo gelosamente i numeri fin qui pubblicati di Letteratura e Societ, la rivista dellEditore Pellegrini che lui dirigeva, e sulla quale appare anche una scheda su questo nostro periodico, che lui riceveva e che leggeva, possiamo asserire, perch pi di una volta ci ha epistolarmente contattati in merito ad alcuni scritti apparsi su La Radice. Nel 1999, stimolato da uno scritto su Bauladu, in Sardegna, apparso sul nostro periodico, ci ha mandato una bella e toccante pagina di ricordi sul paese sardo dove si trovato nel 1943 da Ufficiale della Divisione Bari. Pagina che noi abbiamo avuto il piacere e lonore di pubblicare su questo nostro modesto strumento di comunicazione (n 2/1999 30 giugno pag. 24), che pu cos annoverare tra le tante firme anche quella di Antonio Piromalli. E conserviamo decine di suoi estratti che ci mandava spontaneamente perch ci scriveva, a Badolato esiste un gruppo di persone che pone attenzione agli scritti e li conserva. Conserviamo le sue lettere, dalla grafia, appunto, tremolante, che ci rivelava le sue difficolt in fatto di salute. In particolare, il fascicolo che lo riguarda si apre con una cartolina, la prima che abbiamo ricevuto, il 3 giugno del 1997: ci ringraziava vivamente per lutile e varia La Radice. Avendo avuto lindirizzo dallamico Mimmo Lanciano, gli avevamo mandato, per la prima volta, copia della nostra rivista del 31 marzo 1997. Ecco perch sentiamo il bisogno di scrivere di questo nostro illustre conterraneo. Egli, come alcuni altri nostri uomini di cultura, ha creduto in noi, nel nostro lavoro, e ci ha aiutato a continuare, e ci ha gratificato con i suoi contatti, e ci ha premiati con i suoi estratti di letteratura, con i suoi inviti a conferenze e convegni, con le sue lettere, con le sue cartoline. E noi siamo lieti ed orgogliosi di averlo avuto vicino, nellultimo arco della sua vita. Anche se non abbiamo avuto di conoscerlo, come avremmo voluto. Di Antonio Piromalli, per, abbiamo scoperto di recente un particolare aspetto di cui eravamo completamente, anche se potevamo averlo intuito indirettamente dai suoi scritti e dal suo modo di rapportarsi, anche con noi. Un aspetto che, forse, e senza forse, per noi il pi caratterizzante della sua statura socio-politica e morale. Abbiamo ricevuto, in maggio (il Nostro non aveva ancora abbandonato la scena terrena) il n 13, gennaio-aprile 2003, di Letteratura e Societ. Ne abbiamo iniziato la lettura partendo, come sempre, dagli articoli firmati dal direttore, Piromalli, appunto. Dalla pagina 96 a 102 abbiamo letto con linteresse che meritavano le quattro Lettere vanitose. Pur senza voler proporre alcuna considerazione, non possiamo tacere la commozione che abbiamo provato nel leggere lultima delle quattro lettere, quella in cui scrive, con pervasivo lirismo, dellamico Raf Vallone. La prima, intitolata La stanchezza, in cui citando Giorgio Bocca si parla di Imprenditore, di palazzinaro, di ruberia, di imbroglioneria, di scimunitaggine dilagante e di cancellazione in atto dello stato di diritto, e si conclude comunque con una dichiarazione di speranza, un fulgido saggio di notevoli lucidit e onest politiche. Non meno coraggiose e moralmente rigorose sono la seconda lettera vanitosa, Il Presidente, nella quale propone in modo civile e rispettoso una sua personale lettura del comportamento di Carlo Azeglio Ciampi, e la terza, LOpus dei, con la quale invita a considerazioni su Jos Maria Escriv, su Carlo Wojtyla, su DAlema, su Casini e su tanti altri. Non abbiamo timore di dichiarare che queste Lettere vanitose sono per noi tra le pagine pi interessanti e pi belle di Antonio Piromalli, che si conferma cos un grande maestro anche per noi.

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