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LE COSE CHE NON RIESCO A CAPIRE

Autore:Domenico Bressi     Data: 31/12/2005  
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Data: 31/12/2003 - Anno: 9 - Numero: 4 - Pagina: 7 - INDIETRO - INDICE - AVANTI

I CASALI

Letture: 165               AUTORE: Ulderico Nisticò (Altri articoli dell'autore)        

La Calabria annovera l’esagerato numero di 409 Comuni autonomi, la maggior parte dei quali piccoli e minimi. Fino al XVIII secolo, i Comuni autonomi (universitates) e con personalità giuridica erano assai di meno, e molte comunità locali erano solo dei Casali, e dipendevano da qualche universitas. Cosa ciò significasse in termini effettuali, era una questione di fatto e mutevole, ma qui ci curiamo solo degli aspetti giuridici.
Secondo le fonti secentesche, nel Golfo di Squillace e lungo la Serre che lo sovrastano, tale è la situazione del territorio:
- Castelvetere (che poi si volle Caulonia) si estendeva dal mare fino alle più alte montagne: suoi Casali erano le attuali frazioni di Focà e Ursini e altre minori; Placanica; e Prunari (Fabrizia), da cui si staccarono poi Mongiana e Nardodipace;
- molti furono anche i Casali di Stilo: Stignano, Monasterace, Camini, Pazzano, Bivongi, Guardavalle;
- Brognaturo ai primi del XVI secolo fu un Casale di Santa Caterina; dopo vari passaggi di feudo, nel secolo seguente era membro del Marchesato di Vallelonga, e si considerava Casale di questa; dipendeva da Santa Caterina la Torre di Sant’Antonio, sua attuale Marina;
- Spadola, anticamente capoluogo delle Serre, si ridusse a Casale di Vallelonga, come Simbario;
- alcuni Casali della Certosa di Santo Stefano del Bosco, fusi topograficamente, diedero vita, sul finire del Cinquecento, a Serra [San Bruno];
- il territorio di Badolato, già di per sé vasto, si estendeva pure sopra gli attuali Comuni di Isca e S. Andrea;
- ai suoi confini, Casali di Satriano risultano San Sostene e Davoli; quanto meno sotto gli aspetti ecclesiastici, il clero satrianese esercitava una certa autorità, oltre che su quello dei Casali, su Gagliato e Cardinale;
- Soverato, per quanto borgo decaduto dopo il saccheggio turco del 1594, restò sempre universitas autonoma, ma non aveva Casali, se non che, verso il 1650, cominciò a sorgere la Marina di Santa Maria di Poliporto;
- Argusto, Cardinale, Torre [di Ruggero], quale che fosse la loro condizione più antica, nel XVII secolo sono giù autonomi;
- Chiaravalle era, ed è circondata da insediamenti agricoli anche molto distanti dal centro;
- ampia era la giurisdizione di Squillace, estesa agli attuali Comuni di Amaroni, Borgia, Cenadi, Centrache, Gasperina, Montauro, Montepaone, Olivadi, Palermiti, Petrizzi, San Floro, San Vito I., Stalettì, Vallefiorita (allora Sant’Elia): ma nel Seicento Borgia, San Floro e soprattutto Stalettì acquistavano una loro autonomia;
- Petrizzi, sede ducale, rivaleggia con la stessa Squillace, e, Comune ormai indipendente, tratta Capitoli con il feudatario;
- Cortale, San Pietro [a Maida], Jacurso e Curinga sono Casali di Maida;
- la millenaria Tiriolo, sede di principe, governava insediamenti dal Monte al Corace: la sua frazione di Pratora; e gli attuali Comuni di Caraffa (Arenoso), Cicala, Marcellinara, Miglierina, San Pietro Apostolo, Settingiano: ma presto si ridusse alla sola Tiriolo.


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