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ENIGMISTICA

Autore:Tota Gallelli     Data: 31/12/2005  
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Data: 30/09/2005 - Anno: 11 - Numero: 3 - Pagina: 3 - INDIETRO - INDICE - AVANTI

DEDICATA A LIA

Letture: 105               AUTORE: Giulia Scerra (Altri articoli dell'autore)        

Lia Brasacchio è una mia amica di Rocca di Neto, che sta attraversando un periodo difficile. è lei la “musa ispiratrice” di questi versi. A composizione ultimata però mi sono resa conto che tutte le immagini che hanno dato vita a questi versi sono quelle di luoghi e persone reali (esistite ed esistenti) di Badolato. Da ciò l’esigenza di regalare ai Badolatesi ciò che da loro ho ricevuto. Colgo l’occasione per ringraziare e salutare tutti e in modo particolare invio un saluto affettuoso al papà e alla mamma di Pasquale Loprete.
DEDICATA A LIA
Ho visto il bene.
L’ho visto nei bambini
che giocano a “campana”,
nelle mani, abili e svelte, di Siverina
che lancia pietruzze nell’aria.
L’ho visto nei pulcini
che pigolavano, smarriti,
nei vicoli odoranti di muffa e di vino.
Rigoglioso, l’ho visto nell’edera
che ingioiellava i muri di pietra.
Splendente, l’ho visto nell’acqua,
scendendo il torrente,
luccicare e danzare tra i sassi.
Ho visto il bene...
…l’ho visto negli occhi,
neri e profondi, di mamma
che intreccia frange di lino,
e... che attende… e che spera…
le arrida la vita.

Ho visto il bene.
Ho udito il bene.
L’ho udito al mattino nel canto di Rina
che netta, veloce, dai cardi le spine
che schiaccia, gioiosa, le olive
che impasta focacce di miele e di vino
…sognando la vita…
L’ho udito nel vento leggero
che, lieve carezza, s’insinua
tra fronde argentate d’ulivo.
L’ho udito una notte d’estate
perdersi incontro alle stelle:
allegre e nostalgiche note
pizzicate da mano senile
del cieco che canta la vita.
L’ho udito da labbra avvizzite,
parole d’amore, ricordi remoti
del vecchio maestro che scrive
e dipinge la vita:
memorie di un’era svanita,
avvolte da luce soffusa
nella stanza gremita
di libri e di quadri;
visioni, emozioni,
rubate dal tempo
e fermate:
le tele rimandano vita.

Ho visto il bene,
ho udito il bene,
ne ho sentito il profumo
esalare da terra riarsa
da pioggia d’agosto bagnata;
l’ho sentito nell’aria di maggio
da effluvi di rose impregnata;
l’ho sentito da pelle virile,
odore di muschio e sudore,
penetrarmi nel cuore…
…inebriata d’amore…
aspirando il profumo…
ho inalato il respiro…
...che dà vita alla vita.

Ho toccato il bene,
stringendo le mani
dell’uomo che amo,
intrecciando le dita alle dita
…calore che invade…
pervade e ristora
innalza e sprofonda
esalta e sconvolge…
contatto bruciante
che placa ogni arsura
e… disseta la vita.
Ho toccato il bene…
…guardando quel volto
che barba incornicia,
pallore di morte… sul bianco lenzuolo,
sfiorando quel tiepido diafano braccio
di uomo, compagno di giochi,
che lascia la vita…
Ho toccato il bene
affondando le mani in solare ginestra,
effimero, povero dono
da offrire al mio Dio,
raccolta da mani tremanti,
da mani protese…
anelanti alla Vita.

Ho visto il bene.
Ho sentito il Bene.
Lo sento ogni giorno nell’aria
lo sento nell’acqua
lo sento nel vento e nel fuoco
lo sento nel mondo
infangato dal male.
Lo sento nel cuore.


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