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Data: 30/04/2008 - Anno: 14 - Numero: 1 - Pagina: 43 - INDIETRO - INDICE - AVANTI

L' IDENTIFICAZIONE

Letture: 1584               AUTORE: Ulderico Nisticò (Altri articoli dell'autore)        

(Sono sempre numerosi gli amici che ci partecipano loro poesie, e noi, quando disponiamo dello spazio necessario, le porgiamo alla lettura dei lettori: eccone alcune.) LIDENTIFICAZIONE Noi identifichiamo il nostro che simile a falco che vola fievole amore con tronchi di quercia, se appena non lo trattieni. come salda torre con pietre di fiume. Croller, voler, sar spezzato come falco e ulivo ed edificio Noi diamo radici allamore il nostro amore improvviso tremulo che come un giovane ulivo selvatico, che assai pi grande di noi e attorno gli poniamo ripari di canne, assai pi piccolo del nostro cuore, perch tutti i venti lo piegano. se non saremo ogni giorno vigili sar il nostro amore come sogno di notte E noi anche leghiamo catene di cui rimane solo allalba unimmagine e ceppi a questo amore riottoso e qualche dolcezza senza memoria. Ulderico Nistic MAMMA, FARFALLA CHE VOLA Respiro seduta alla Singer, lodore si mette a suonare di lana, leggendo di lino, spartiti di tweed colorati. su tela a ricamo. Rivedo Farfalla che vola la giovane madre e si sa trasformare. che torna di corsa `E9 ora alla culla Pittrice speciale del bimbo piangente; che il suon dellImmea la sento cantare invita a danzare e dopo, mentre dipinge, disegna e colora seduta, magiche ali la vedo imbastire. che andranno a coprire Farfalla che vola le nuove farfalle e si sa trasformare. che dovranno volare. `E9 ora Farfalla che voli Pianista e ti sai trasformare, di grande richiamo: or pendono abiti sciolti che punto su punto, su quelle tue ali... Pino Durante UNA SERA DI MAGGIO Al vespero che brilla hanno dargento il manto gli eucalipti lungo tutto il viale: arpe dincanto al vento. Mare azzurro lontano, malinconiche voci di campane per il cielo di perla; mormorio di ruscelli nelle piccole valli, un falcetto di luna dorato sopra i colli violetti. Cos quella sera. Tutto era quiete intorno: una sera di maggio con il profumo intenso delle rose nellaria E il volo delle rondini festose. Stendevan sulle siepi dello stesso sentiero lombra fresca gli altissimi eucalipti. Non lhai mai ricordato? Una stretta di mano, un tremolio di lacrime negli occhi... un lungo abbraccio forte, appassionato, un addio per sempre. Qui dove pi non vidi limpronta del tuo piede sullerba folta ora la nostalgia minvade il cuore e la mia voce trema al ricordo dolcissimo del bacio che fu lultimo s, ma il pi caldo di quanti ne abbia avuti da te, nei giorni lieti. Quanto tempo passato? Io poi vidi lautunno avvolgere di nebbia gli eucalipti e le foglie ingiallite mulinate dal vento perdersi per i campi. Cos come i miei sogni, come le mie illusioni: piogge di stelle radianti nelle notti incantate dagosto con luminose scie di ricordi. Quante candide nevi fecero sempre bello il mio paese, le campagne vicine, i miei monti lontani, i campanili alti delle chiese: care visioni di serenit allo sguardo pensoso. Quanti canti duccelli a primavera mi fu caro ascoltare, quante splendide albe, quanti tramonti dai colori intensi dallora ho contemplato sempre pensando a te. Nelle mie solitudini pi tristi soltanto il tuo ricordo mi fu dolce conforto. Ho raccolto in silenzio i fiori variopinti, i ranuncoli doro delle valli che mi ha offerto la terra negli aprili pi belli. Quante violette, quanti bianchi gigli lungo i sentieri per cui sono andato solitario e pensoso: minebriai di profumi, ma ho sentito il vuoto a me dintorno. Con quanta gioia avrei desiderato offrirti un serto delle tante rose del mio giardino! Ma non ti ho pi incontrata... Stillarono di sangue le mie mani se le raccolsi allalba: mi feriron le spine inconsciamente. Certo, da me lontana, i giorni che hai vissuto avranno gi sbiadito i tuoi ricordi e per te non avr pi senso alcuno oggi un rimpianto, n penserai chio possa aver nel cuore una spina pungente che fa male.

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