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Data: 31/12/2008 - Anno: 14 - Numero: 3 - Pagina: 26 - INDIETRO - INDICE - AVANTI

QUALE FUTURO PER L'ITALIA D'OGGI?

Letture: 1568               AUTORE: Gianni Pitingolo (Altri articoli dell'autore)        

Ormai da alcuni decenni i giovani -pi degli altri- avvertono il malessere del nostro tempo e quel che peggio che da alcuni anni appaiono disorientati e pessimisti per ci che concerne il loro domani. La grande maggioranza di essi va facendo strani discorsi e concorda su due punti fondamentali: a) vale la pena di studiare con grande sacrificio personale di tempo, ed economico da parte dei genitori, per compiere gli studi superiori ed universitari quando lo Stato non ti garantisce un posto di lavoro? b) senza una sistemazione da incosciente sposarsi e mettere al mondo figli ai quali non poter offrire quelle certezze che mancano a noi. `E9 questa la tremenda inquietudine che assilla i giovani di oggi vittime della paura del presente e delle angosce del futuro. Chi scrive ricorda con ammirazione quanto nella seconda met del XX secolo soleva affermare il Pontefice Paolo VI (al mondo G. B. Montini): PER LE COSE DIFFICILI NON ESISTONO SOLUZIONI FACILI. Affermazione completamente ignorata dai nostri governanti. Ed oggi la situazione diventata ancor pi difficile di ieri, nellera della globalizzazione dove abbondano le prediche e continuano a mancare i fatti. Tempi davvero duri! La famiglia si letteralmente sgretolata; la scuola fa acqua da tutte le parti; le istituzioni non ti garantiscono una occupazione che ti consenta di vivere dignitosamente e di mettere su famiglia. E pensare che la nostra Costituzione (che ha compiuto 60 anni) allart. 1 recita: LItalia una repubblica democratica fondata sul lavoro; ed al successivo art. 4 afferma: La repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni per rendere effettivo questo diritto. Da qualche mese si parla del D.L. 137 dell1/9/2008 contenente disposizioni urgenti in materia di istruzione; si discute sullopportunit del maestro unico, si condannano i tagli per economie di spesa. Ma riuscir la politica a tenere nella dovuta considerazione che SALUTE, SCUOLA e LAVORO sono le tre problematiche fondamentali di una nazione democratica fondata sul lavoro? Ci siamo mai domandato perch i giovani di oggi sono pi ignoranti, pi fannulloni e pi ineducati di quelli di ieri? Perch venuta fuori una generazione peggiore della precedente? Se siamo intellettualmente onesti dobbiamo riconoscere che la colpa di tutti noi e quindi dobbiamo trovare il coraggio di non continuare sulla strada degli errori e delle ingiustizie che hanno incoscientemente portato allattuale disastrosa situazione. Quando sono state spalancate a tutti le porte della scuola bisognava tenere nella dovuta considerazione che una massa enorme di bambini, ragazzi e giovani avrebbero frequentato le scuole di ogni ordine e grado. Non si pu fare la guerra senza soldati cos come non si pu fare la scuola senza professori. La scuola ha sfornato quindi milioni di giovani impreparati, senza futuro. I risultati sono sotto gli occhi di tutti e da decenni assistiamo ad una continua lamentela da parte di quegli anziani che altro non sono che i giovani di ieri. Non pensate che sia arrivato il momento di fare un taglio netto con il passato per cercare di limitare i danni di quel disastro socio-economico-culturale che a parole tutti condanniamo, ma di fatto non si riesce a venirne fuori? Prevenire meglio che reprimere, diceva il grande PARINI. RIFORMIAMO E CAMBIAMO ROTTA PERCH`E9, FORSE, SIAMO ANCORA IN TEMPO: DOMANI POTREBBE ESSERE TROPPO TARDI!

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