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Data: 30/11/1994 - Anno: 1 - Numero: 2 - Pagina: 2 - INDIETRO - INDICE - AVANTI

CALABRIA MIA

Letture: 1131               AUTORE: Antonio Paparo (Altri articoli dell'autore)        

("Calabria mia" il canto, e soprattutto il pianto del giovane medico Antonio Paparo ch' costretto a lasciare il suo paese. E' l'eterno pianto dell'emigrato di ieri, di oggi, di domani; del Calabrese, del Marocchino, dell'Albanese. E' una delle innumerevoli pagine, di tutte le lingue e ditutte le razze, che testimoniano l'incapacit del consorzio umano di creare stabili equilibri di vita).

Calabria mia
quandu stu mundu tristu
mi custringu u ti dassu,
prima e movra u passu
verzu pajsi e genti
forastri,
sai tu chi fcia?
Nto fundu do cora
ricogghvi e atterri
culuri e vuci
rburi, munti e cruci
lu cui ricordu
maccarizza ancora
comu si fussa ajeri!

Comu nu cundannatu
chi, prima di dassra
la sua terra,
scava na fossa e atterra
tutti i trisori soi,
cu lla spiranza
u ritrova ogni cosa
quandu ritorna, poi...

O comu nu sordtu
chi, prima di partra
pe lla guerra,
cu llanima tremanti
si porta tutti i vasi
e tutti i chanti
da fumgghia, da zzta
e dellamici
pregandu Ddu pemmu nci sarva
a vita
e pemmu, quandu torna,
ridiventa filici...

Accuss, nte stu cora
sempra canta
u desideriu forta u ti rivju
a ttia, Calabria mia,
Calabria Santa!...

Antonio Paparo
(Badolato 03/06/1901 - Sora 2/10/1969)
(da Calabria mia Editrice Convivio letterario - Milano - 1962)


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