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Autore:Vincenzo Squillacioti     Data: 30/04/2008  
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Data: 31/12/2016 - Anno: 22 - Numero: 3 - Pagina: 18 - INDIETRO - INDICE - AVANTI

CANOVA E BADOLATO A ROMA

Letture: 307               AUTORE: Guerino Nisticò (Altri articoli dell'autore)        

Nel mese di settembre, l’architetto
di origini badolatesi Pasquale Piroso -
coadiuvato da altri professionisti ed artisti
badolatesi - ha conquistato la stampa
nazionale grazie alla manifestazione
capitolina “Palazzo Canova – Porte
Aperte”. Una manifestazione unica e
sorprendente che ha visto l’apertura
della dimora storica, ubicata a pochi
metri da Piazza del Popolo, dell’artista
italiano Antonio Canova (pittore e
scultore di fama internazionale, ritenuto
il massimo esponente del Neoclassicismo),
da diversi anni sede del loft/
studio di Pasquale Piroso e degli amici e colleghi Roberto Giglio, Aldo Saraco, Mariavittoria
Squillacioti e Luana Roccetti.
“Palazzo Canova - Porte aperte” è stata per Pasquale Piroso e per tutto il suo staff un importante
obiettivo, pensato sin dalle prime esperienze professionali romane e realizzato grazie
allo stimolo continuo di vivere e lavorare a Roma con uno studio di architettura ricavato
all’interno del palazzetto storico dove Antonio Canova realizzava le sue meravigliose sculture.
Un progetto, pertanto, che viene da lontano e con un cantiere concettuale decennale. “Sin da
quando abbiamo messo piede in questo spazio, circa 10 anni fa, - ha dichiarato in un’intervista
al TG2 l’architetto Pasquale Piroso - mi è venuta voglia di farlo conoscere al pubblico, di
aprire alla gente e far visitare gli spazi in cui il Canova ha lavorato nel suo periodo romano. È
stata una sfida e credo di averla vinta, ne vado fiero assieme a Roberto Giglio e tutti gli altri
amici-professionisti”.
Pare, infatti, che l’idea di un open day sia nata proprio dallo stimolo di “vivere” quotidianamente
quello spazio, respirando arte. Uno spazio (oggi di proprietà di una famiglia di Viterbo)
con una notevole importanza storico-artistica, la cui esistenza era nota veramente a pochi prima
della manifestazione “porte aperte”. “Tutto ciò mi è sembrato assurdo - ha sempre dichiarato a
TG2 l’arch. Piroso - ed a me che amo l’arte e l’architettura non era possibile che il laboratorio
di un così grande artista, che ha scolpito le sue più grandi opere in questi spazi, non fosse conosciuto
e apprezzato. In questi ultimi anni ho personalmente contribuito a far sì che i vari spazi
venissero condivisi da artisti e creativi. In particolare, - ha continuato a dichiarare nella sua intervista
Piroso - proprio nello spazio-galleria in cui il Canova scolpiva, grazie ad un importante
restauro diretto e coordinato da me e dal mio studio, da qualche anno vive e lavora Luigi Ontani,
uno dei più grandi artisti italiani, pittore e scultore, di fama internazionale. Per cui, l’idea di un
open day ha cominciato a prendere forma proprio grazie alla presenza, negli ultimi anni, di artisti
e creativi che hanno restituito al palazzetto la sua anima originaria. E allora perché non farlo
sapere? Perché non farlo rivivere e conoscere? Questo è stato l’obiettivo: non solo far vedere
dove lavorava Antonio Canova ma anche cosa oggi quel luogo è diventato, ovvero, uno spazio in
cui si interagisce con l’arte, con l’architettura, con il design e con grandi artisti contemporanei”.
L’evento “Palazzo Canova – Porte Aperte” ha
avuto un successo sorprendente, destando l’interesse
dei media nazionali: dalla RAI a Radio
Dimensione Suono, passando dalle maggiori testate
giornalistiche nazionali Corriere della Sera
e Il Messaggero. In due giorni il palazzetto, con
le sue mostre interne ed i suoi laboratori artistici,
è stato visitato da oltre tremila persone. Si è trattato
di un successo dettato anche da una grande
voglia della gente di conoscere e apprezzare i
luoghi dell’arte rimasti “nascosti” ai più. E molte
sono state, infatti, le persone che non conoscevano
Palazzo Canova o che non sapevano che lì
ci aveva lavorato l’artista Canova. Tutto ciò ad
affermare che la gente ha curiosità e voglia di
conoscere e vivere i luoghi dell’arte.
Un successo importante nato dalle intuizioni
di Pasquale Piroso, un architetto con l’amore
e la passione per l’arte, arrivato a Roma agli
inizi degli anni ’80 ed al quale la “città eterna”
ha dato la grande possibilità, con enormi sacrifici
personali e familiari, di divenire un professionista
apprezzato e di alto spessore. Il suo incontro ravvicinato con l’arte è successivo al suo primo
amore per l’architettura. Negli anni, progettando e realizzando importanti lavori, si è reso
conto che l’architettura non poteva prescindere dall’arte e viceversa. L’arte è, dal suo punto
di vista: espressione di vita, l’arte è amore, colore, gioia o dolore. L’arte non è un’esclusiva
dell’artista, l’arte è di tutti e per tutti. Insieme, arte e architettura, trasportano in un mondo fantastico,
ed è proprio in quel mondo che si riesce a creare e realizzare progetti importanti. Quando
si riesce a far interagire arte e architettura tutto diventa semplice, l’architettura deve essere
semplice, l’arte la deve adornare e le deve dare un’anima. Questo è per professionisti di rango
come Piroso il vero senso di “fare architettura”. Un amore speciale legato anche all’amore
per la propria terra di origine, per Badolato. Un amore viscerale e profondo che ha intrecciato
saldamente i percorsi professionali
ed artistici di Pasquale
e Roberto Giglio, insieme ad
Aldo Saraco e Mariavittoria
Squillacioti, dando vita al progetto
di uno studio/loft condiviso.
Il loro studio romano,
infatti, ubicato all’interno di
Palazzo Canova, è uno spazio
aperto, dove si lavora e si
progetta insieme e con un confronto
costante e proficuo. In
ogni loro progetto c’è la mano di tutti, ogni progetto è vissuto e condiviso assieme, sempre.
Per i nostri amici e concittadini fare architettura significa anche sapersi confrontare con gli
altri. E lo studio/loft pare non possa prescindere dall’artista badolatese Roberto Giglio, la vera
anima artistica dello studio. Roberto è stato anche e soprattutto, l’anima artistica dell’evento
realizzato a fine settembre, poiché con il suo Laboratorio Artistico ha fatto dipingere circa 80
bambini su strada, all’aperto. Per la prima volta un originale laboratorio di pittura per bambini
seduti su una strada, attorno al palazzo storico di Antonio Canova. L’arte e l’estro di Roberto
hanno dato all’evento quel tocco magico che meritava. E poi Roberto ha voluto omaggiare non
solo l’evento dedicato al palazzo Canova, ma anche il maestro Luigi Ontani, facendo realizzare
ai bambini delle maschere a lui dedicate, con purezza, semplicità e fantasia. Fare interagire
i bambini con l’arte è stato magnifico ed ha fatto capire ai tanti visitatori presenti che l’arte è
anch’essa espressione di colore, purezza, semplicità e fantasia, come i bambini che la hanno
dipinta. VIVA L’ARTE E VIVA L’ARCHITETTURA!


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