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COMUNE DI BADOLATO Servizi Demografici – Ufficio Anagrafe
Autore:Vincenzo Rudi     Data: 30/12/2020  
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Data: 30/06/2007 - Anno: 13 - Numero: 2 - Pagina: 11 - INDIETRO - INDICE - AVANTI

DA GORIZIA AL PIAVE Breve storia di due eroi di Badolato

Letture: 663               AUTORE: Mario Sacc (Altri articoli dell'autore)        

Non fu una famiglia fortunata quella di Bruno e Rosa Martello, nello spazio di due anni e dieci giorni persero due figli, entrambi di venti anni, caduti sui campi di battaglia della Grande Guerra.
Il primo, Antonio, era nato a Badolato il 30 Maggio 1895 ed era stato arruolato nella Brigata Avellino, costituita il 27 maggio 1916, i cui due reggimenti, il 231 e il 232, combatterono per la conquista di Gorizia, una delle battaglie che ancora oggi si ricordano con enfasi perch coincide con uno dei momenti pi importanti della vittoria riportata dal nostro Esercito nel conflitto iniziato il 24 Maggio del 1915 e concluso il 4 Novembre 1918.
Lattacco alla zona trincerata di Gorizia era iniziato il 6 Agosto del 16, con un intenso cannoneggiamento italiano da Tolmino allAdriatico, dopo una lunga preparazione seguita allo scontro con gli austroungarici di Conrad del Maggio-Giugno sull Altopiano di Asiago, noto come Strafe Expedition.
La sera del 6 il gen. Capello, comandante del VI Corpo dArmata, incit i comandanti delle divisioni a raggiungere ad ogni costo lIsonzo, sicuro di far vincere la battaglia in corso e varcare il fiume con le sue truppe. Erano le 22,20 circa, come riferisce la cronaca di quel giorno, e in quel contesto due battaglioni del 231 Reggimento della Brigata Avellino furono assegnati all11 Divisione che era dislocata nella zona del Grafenberg, fra il Podgora e Peuma, alture oltre le quali era Gorizia.
Di fronte avevano alcuni reparti della 121 Brigata della 58 Divisione austriaca.
Lo scontro notturno si era concluso con la rioccupazione della riva destra dellIsonzo da parte avversaria che sperava di recuperare anche la posizione strategica del Sabotino.
Le Brigate italiane Casale e Pavia, della 12 Divisione, erano le protagoniste del contrattacco.
Il 7, nelle prime ore del pomeriggio, la Pavia, rinforzata dai due battaglioni della Avellino era riuscita a conquistare la terza linea di trincee austriache catturando numerosi prigionieri e collocandosi sulla riva destra dellIsonzo dove i nostri nemici tenevano parte del paese di Podgora ed i ponti di Lucinico.
Ormai era evidente che la manovra a tenaglia dei reparti italiani avrebbe condotto alla sconfitta avversaria.
Durante la notte del 7 lordine dato alle nostre unit fu di eseguire un fuoco di estrema violenza contro i ponti dellIsonzo per impedire il rafforzamento degli austriaci e consentire loro di tenere le posizioni .
Nelle prime ore del mattino di giorno 8 i comandi italiani diedero ordine di occupare interamente la riva destra del fiume e lavanzata delle fanterie inizi verso le 10.
L11 Divisione (composta dai residui delle Brigate Treviso e Cuneo, di un Battaglione del 231, nel quale era inquadrato Antonio Martello, e di due Battaglioni del 143) incontr pi resistenza contro le alture di Grafenberg e Peuma presidiate dal 2 Reggimento Landsturm. Tuttavia gli italiani riuscirono a vincere laccanita resistenza, verso le 16,30 catturarono il Reggimento austroungarico e raggiunsero i ponti dellIsonzo.
La sera dell8 le divisioni della testa di ponte di Gorizia furono raggruppate, per facilit di comando, in due Corpi dArmata: l11 e la 12 passarono allVIII Corpo dArmata (generale Ruggeri Laderchi). Entrambi i nuovi corpi furono posti sotto il comando del gen. Capello che comandava il VI.
Nella notte inizi il passaggio dellIsonzo e le tre divisioni dellVIII Corpo raggiunsero la riva sinistra nella giornata del 9.
Antonio Martello era morto il giorno prima, disperso perch forse sbriciolato da un colpo di cannone nello stesso giorno in cui gli austriaci, nel 1848, erano stati cacciati da Bologna.
Il suo Reggimento prosegui nella battaglia con le altre truppe italiane che, vinto anche lo scontro sul S. Michele, entrarono vittoriosamente in Gorizia.
La Brigata Sesia, costituita a Basaldella il 3 Aprile del 1916, era formata dai Reggimenti 201 e 202. Giuseppe Martello faceva parte del primo. Era nato a Badolato il 10 Ottobre 1897 , 2 anni e quasi cinque mesi dopo il fratello Antonio.
Venne inviata subito, per ferrovia, nella zona fra Malo e Marano Vicentino.
A Maggio, sugli Altipiani, era iniziata la Strafe Expedition che nellintenzione austroungarica avrebbe dovuto sfondare le linee italiane sugli Altipiani per raggiungere la pianura veneta, aggirando il nostro esercito schierato dallalto Isonzo fino al mare.
Entrambi i reggimenti furono impiegati in operazioni nelle quali si distinsero e le loro bandiere furono decorate con la medaglia di bronzo.
Il 12 Agosto la brigata lasci il fronte trentino e venne trasportata a Romans, zona carsica, accampandosi alle Fornaci.
Nella terza decade del mese sostitu le Brigate Enna e Lambro e contribu, alle dipendenze della 43 Divisione, al rafforzamento delle fortificazioni, compito particolarmente impegnativo per via dei frequenti attacchi delle pattuglie avversarie.
Passata alla 47 Divisione nel Settembre il 201 and prima a a Villesse, dopo a Palichisce, Fogliano e Villa Vicentina e collocato nelle riserva della divisione, il 202 fu inviato a Mortensis. E poi schierato lungo la rotabile Oppachiasella-Castagnevizza e Oppachiasella-Nova Vas.
Lintera brigata partecip, nellOttobre, all8 battaglia dellIsonzo. Dal 10 al 15 i reggimenti erano entrambi in prima linea, subendo ingenti perdite: in tre giorni, dal 10 al 12 Ottobre, caddero 967 soldati e 19 ufficiali.
Per qualche giorno il 201, il 15, venne inviato a riposo ed il 202 rest in linea.
Si alternarono ancora il 21 e il 1 Novembre puntarono alla conquista della zona a Sud della strada Oppachiasella-Castagnevizza. Il 2 il 201 conquist le trincee di quota 202 catturando 200 austriaci e giungendo, successivamente, quasi a Castagnevizza.
Dopo il 4 Novembre 1917 la brigata raggiunse Ponte di Piave (59 Divisione) che difese nel tratto fino a Bocca Callalta. Nei giorni successivi i reggimenti vennero impegnati in parti diverse della zona del Piave per difenderla dal passaggio del fiume che gli austriaci avevano fatto a Zenson.
Il 13 si riunirono sotto il comando della 14 Divisione.
Ma la mobilit delle due componenti la Sesia non fin quel giorno: fu continua e rende lidea della frenetica ricerca di soluzioni per difendersi dagli avversari che ci inseguivano dopo la rotta di Caporetto e contrastarli per evitare la sconfitta definitiva dellItalia.
Alla fine di Novembre la nostra Brigata rilev la 3 dei Bersaglieri nel tratto di Piave compreso fra Candel e Molino Vecchio (54 Divisione) dove rimase fino alla fine del 17.
Dal 20 al 25 Gennaio la troviamo riunita a Treviso. Da met Marzo fino al 24 Maggio sostitu la Granatieri in prima linea fra Candel e Fagar. Dopo qualche giorno di riposo riprese a combattere fra Breda e Vacil.
Tutti i reparti della brigata si batterono, a costo di gravi perdite, per respingere l invasore. Largine regio fu perso e ripreso pi volte ed i punti attorno ai quali infuri la battaglia furono Molino della Sega, C. Pasqualin, C. Pastori. Il 16 e 17 Giugno il compito della brigata era di sacrificarsi sul posto piuttosto di cedere ed i dati dei caduti ne danno la percezione pi drammatica: 119 ufficiali e 3.331 militari di truppa pi numerosi dispersi.
La Sesia venne citata nel bollettino ufficiale dellEsercito per il suo contegno .
Il 19 fu inviata al riposo ad Asolo per integrarne i ranghi decimati.
L8 Luglio in ferrovia si spost ad Altino e dall11 al 16 sostitu la Bisagno e il 1 Granatieri sul Piave Nuovo da Porte del Taglio al bivio di Tombolino.
Combatt con altri spostamenti fino al 27 Luglio: qualche giorno in seconda linea e poi nella notte fra l11 e 12 Agosto sostitu la Cosenza nel tratto di Piave compreso fra Case Gradenigo e la strada ad Est del Sile che si distaccava dallargine a Sud di Porte del Taglio.
In quella zona il 18 Agosto mor Giuseppe Martello, nel giorno onomastico della Regina Elena il cui nome rinnovava quello della madre dellimperatrice madre di Costantino il Grande.
Fino al 4 Novembre la Brigata Sesia combatt altre battaglie e al momento dell Armistizio, il 4 Novembre, concluse la sua guerra sul Tagliamento fra Malafesta e il bivio di S. Sabida.
I coniugi Martello avevano dato alla Patria un tributo inumano: due figli, le loro speranze per il futuro.
Un ricordo che noi tutti dobbiamo avere assieme a tutti coloro che subirono la stessa sorte.
Come scritto su una famosa cartolina: Non vi dimenticheremo.












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