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Data: 31/12/2019 - Anno: 25 - Numero: 3 - Pagina: 20 - INDIETRO - INDICE - AVANTI

GIOVANNI CALCARA O.P., Il Rosario scuola e sintesi del Vangelo.

Letture: 181               AUTORE: Filippo Ramondino (Altri articoli dell'autore)        

GIOVANNI CALCARA O.P.,
Il Rosario scuola e sintesi del Vangelo. Fatti, persone,
luoghi in Calabria e la Confraternita di Soriano Calabro,
Adhoc Edizioni, Vibo Valentia 2019, pp. 127, s.p.
Denso di spunti, di notizie e di riflessioni, questo nuovo libro del domenicano padre Giovanni Calcara,
appare come un completamento del precedente San Domenico in Soriano. Un tentativo di lettura
in chiave sociologico-religiosa, (Monteleone, Vibo Valentia 2004). La pubblicazione è stata realizzata
con il contributo dell’Ente Nazionale Rina di Roma e il Comune di Soriano Calabro. I sette capitoli e
l’appendice documentaria sono corredati anche da una suggestiva raccolta fotografica.
Raccogliendo la memoria positiva del nostro passato,
comprendiamo le responsabilità del nostro compito presente
e futuro. Lavori come questo e altri simili permettono di superare
il rischio che molti ricordi e documenti, scritti, orali,
materiali, vadano perduti o dispersi.
Dalla prodigiosa preghiera del Rosario, preghiera semplice
e grande, che unisce l’analfabeta e l’intellettuale cattolico,
si sgrana non solo una storia di devozione, ma pure una storia
socio-culturale. C’è il simbolo che interpreta l’evento e l’evento
che fa del simbolo un motivo crescente di identità e di
missione. Ecco Lepanto, a cui non sono estranei i calabresi.
Ecco le Confraternite del Rosario, molto diffuse in regione.
Un dato esperienziale più che sperimentale, relativo alla
dimensione eucologica per nulla trascurabile, è certamente
quella espressione più diffusa e popolare della pietà che
è la corona del rosario. Oggi è vista come via mariana che
conduce a Cristo, sulla base del magistero pontificio di Giovanni
Paolo II (lettera apostolica, Rosarium Virginis Mariae,
2002), il quale ha sottolineato, in modo nuovo, il carattere
evangelico del Rosario e il suo orientamento cristologico.
Don Pino Sergio, parroco di Soriano, nella presentazione ci
offre, con una citazione di Jean Lafrance, una importante chiave di lettura: «L’essenziale del Rosario
è la contemplazione del Cristo con gli occhi e il cuore della Vergine». In questi termini, la trattazione
concettuale delle tematiche poste ci provoca, per esempio, a ripensare l’episodio di Lepanto a simbolo
di quella battaglia contro il “nemico” sempre in agguato, contro ogni pacifismo accomodante; a riconsiderare
l’attualità del messaggio e dell’esempio di Maria SS. per la famiglia e per la pace nella società:
fides victoria nostra!
Il saggio di padre Calcara si colloca dentro il filone di indagine scientifica sui movimenti confraternali
e pietà popolare in Calabria, avviata da qualche decennio. Anche l’interesse che suscitano nelle
nuove generazioni queste forme associative, culturali e cultuali conferma l’utilità di una indagine documentata
sui pii sodalizi e la validità pastorale del recupero di queste forme di cattolicesimo popolare.
Sappiamo che l’associazionismo laicale nel mondo cattolico ha una sua antica prima espressione organizzativa
autonoma proprio nelle confraternite o congreghe, molto considerevoli per l’impatto socioreligioso
e varie nelle loro classificazioni. Esse rappresentano, anche oggi, nella storia della Chiesa, il
più massiccio, ampio e duraturo fenomeno aggregativo. Nella diocesi di Mileto (VV) è documentato,
a partire dal sec. XVI, un largo fiorire di confraternite e pie associazioni laicali che gestivano opere pie
come ospizi ed ospedali. Dagli atti del 1586, custoditi nell’Archivio Storico Diocesano di Mileto, si può
dedurre che esistevano alla fine del XVI sec., in media, due confraternite in quasi ogni paese.
Il rapporto pietà popolare e confraternite è una problematica pastorale molto attuale in cui ci introduce
saggiamente l’autore. Quest’ultime, volute dalla Chiesa e promosse dai santi, custodi gelose di pie
tradizioni, hanno reso un servizio alla pietà e alla spiritualità, alla mentalità associativa e al bene comune,
in contesti socio-culturali aggrediti dalle novità e dal secolarismo. Non sono mancati travisamenti e abusi,
questo non significa che non bisogna riportarle pazientemente ai santi principi per cui ebbero origine.
Soprattutto oggi le confraternite, come tutte le associazioni ecclesiali, sono chiamate ad una presenza
più coerente di testimonianza nella storia per l’animazione cristiana delle realtà umane, sociali,
culturali e politiche. Fedeli alla loro tradizione, questo deve restare lo sforzo principale, impegnandosi
nella formazione, curando con decoro il culto, operando nella carità e nella solidarietà. Per la loro
riforma il metodo è quello indicato dal Concilio Vaticano II: purificare, consolidare, elevare (GS); tre
verbi a cui è giusto, ora, aggiungere le tre parole suggerite da papa Francesco: evangelicità, ecclesialità,
missionarietà (Giornata delle Confraternite e della Pietà popolare, piazza San Pietro, 5 maggio 2013).
Oltre l’interessante e utile breve rassegna sulla diffusione del culto della Vergine del Rosario in Calabria,
ad opera dei Domenicani, ed eventi particolari (la Bolla e il Gonfalone di Melicuccà, la vicenda
del 1799 a Mammola, il miracolo a Bonifati-Sangineto, il priorato onorario di San Pio X a Vibo Valentia,
la “strage” di San Nicola da Crissa, ecc.), il saggio, ovviamente, offre, oltre che notizie storiche e
documentate sulla confraternita del Rosario di Soriano, buone informazioni sulle “rarità iconografiche”
di Soriano. Per esempio la corona (in argento, commissionata a Napoli nel sec. XVIII) del simulacro
della Madonna del Rosario, per sottolineare come nella Vergine Maria sia manifesta l’opera della Trinità,
la colomba raffigurante lo Spirito Santo, è sormontata a sua volta da un triangolo, simbolo appunto
della SS. Trinità. La caratteristica commemorazione della Presentazione di Gesù al tempio e la purificazione
di Maria. La ricorrenza annuale della Madonna del Flagello, che ricorda il terribile terremoto
del 1783 con le sue rovine e i suoi morti. Oggi, proprio per quel necessario continuo passaggio dalla
“teologia alla vita”, per l’urgenza di dover guardare la vita con gli occhi di Dio, la Vergine che incarna
la Parola apre il nostro sguardo e il nostro cuore a flagelli, ancora più dolorosi e rovinosi, terremoti, che
distruggono lentamente la vita degli uomini e delle cose, avendo l’epicentro nel cuore dell’uomo. La
Cumprunta, la sacra rappresentazione della mattina di Pasqua nella piazza del paese, l’incontro di Gesù
con la Madre, che con audace fantasia teologica e catechetica i nostri padri hanno creato, una suggestiva
forma di trasmissione del kerigma pasquale, del cuore del Vangelo: il Crocifisso è Risorto!
Nella luce della Pasqua che tutto illumina e trasforma, sarà possibile, come afferma l’autore, “guardare
al ricordo e alla memoria, non per confinarli nel passato ma bensì per riscoprire in essi la necessità
di lasciarsi ispirare dal Vangelo e dal buon senso al fine di rinnovare e rimotivare il nostro vissuto esistenziale
e cristiano”.
Filippo Ramondino
(Siamo lieti di ospitare la recensione di Filippo Remondino dell’interessante libro del dotto domenicano
Padre Giovanni Calcara. Un libro che, tra l’altro, a noi Badolatesi fa ricordare Gaspare
Toraldo, barone di Badolato che nella battaglia di Lepanto (1571) ebbe un ruolo di primo piano al
comando di combattenti calabresi. Non dimentichiamo, inoltre, che tra le dieci confraternite esistenti
qui da noi tra il XVIII e il XIX secolo, una era quella del Rosario, ed è ancora attiva, insieme ad altre
due, a custodia e cura della chiesa di San Domenico che faceva parte, in passato, del grande monastero
dei Domenicani, risalente al XVII secolo e di cui oggi non c’è più traccia. C’è ancora, invece,
ogni anno la festa della Vittoria sul “nemico” di quella storica battaglia. Ringraziamo pertanto Padre
Calcara, e l’Autore della recensione. – Ndd)


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