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Autore:Vittorio Sorrenti     Data: 30/04/2021  
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Data: 30/04/2014 - Anno: 20 - Numero: 1 - Pagina: 13 - INDIETRO - INDICE - AVANTI

IL MEDITERRANEO SPAZIO PLURALE

Letture: 816               AUTORE: Vittorio Bonacci (Altri articoli dell'autore)        

Il Mediterraneo un mare circondato da terre e una terra bagnata dal mare. un mare tra
le terre, e queste terre sono racchiuse in tre continenti: Europa, Africa e Asia.
Per i Romani era il Mare nostrum: la potenza di Roma repubblicana e imperiale tocc
tutte le regioni affacciate sul Mediterraneo.
Lintera regione considerata la culla delle pi antiche civilt del Pianeta nonch teatro
della storia e della civilt occidentale. un bacino antropologico che contiene pi di tre millenni
di civilt differenti, unificati da un mare comune.
Il Mediterraneo un toponimo evocativo di eventi memorabili e di suggestioni fascinose;
un mondo sovranamente ricco di cose belle, ignote, problematiche e divise, in cui si intrecciano
radici polimorfe e rotte diverse. In esso si sovrappongono le immagini dellisola e del
lago, immagini vibranti che assestano e sistemano, sussultano e sprigionano: un mare grande
che lascia salire dal profondo le sue molteplici opposizioni.
Nel corso della storia il Mediterraneo sempre stato teatro di eventi, di antagonismi, di
travasi culturali e incroci demografici. La cultura greca e latina si intrecciata con quella giudaico
- cristiana e con la tradizione coranica dellIslam. Larea del Mediterraneo stata percorsa
e divisa da alcune tra le pi grandi contrapposizioni culturali della storia: Oriente contro
Occidente, democrazia contro tirannia, Cristianesimo contro Islam, sviluppo contro arretratezza,
capitalismo contro comunismo. Paradossalmente le caratteristiche peculiari del
Mediterraneo sono proprio quelle che lo contrappongono, secondo un modello dicotomico, al
resto del Nord dellEuropa. Ai Paesi del Mediterraneo vengono attribuiti sistemi politici basati
sul clientelismo e il patronage, contro la democrazia del Nord. Tuttavia c un elemento
che unifica e distingue larea mediterranea da ogni altra area geografica: la presenza di un
ambiente naturale che, con i suoi quarantaseimila chilometri di costa, favorisce le comunica
zioni umane lungo le sponde marine cui si accompagna la singolarit orografica con un clima
temperato che configurano lintera regione come spazio ecologico in cui insiste una vegetazione
lussureggiante: la vite, lulivo, gli agrumi, oltre alla rinomata macchia mediterranea.
In definitiva le regioni mediterranee presentano una fitta rete di tratti comuni, legate alle
comuni condizioni ambientali e alla frequenza dei contatti e degli scambi. Per cui il
Mediterraneo assume i connotati di una geografia plurale formata da persone, luoghi, storie e
culture che interagiscono e fanno emergere tratti comuni e caratteristiche unificanti e distintive.
Le onde si agitano in superficie mentre il fondo resta tranquillo.
Questi tratti comuni e irregolari consentono di definire unarea culturale e ununit
antropologica omogenea e distintiva? Secondo una scuola di pensiero la risposta s: il
Mediterraneo si pu considerare come unarea omogenea aperta allintercultura.
Ma c anche chi vi individua contesti differenziati: Europa, Magreb, Medio Oriente. Da
questa divergenza discendono profonde implicazioni epistemologiche e politiche. Il
Mediterraneo esprime unidentit plurale, multidimensionale e meticciata che scaturisce da
prospettive incrociate e civilt accatastate. proprio il pluralismo delle tante culture che ha
dato vita alla civilt mediterranea.
Queste peculiarit hanno preservato nel tempo lunit e lidentit del Mediterraneo, resistendo
alle sfide provenienti dai grandi spazi oceanici e continentali.
Negli ultimi tempi ha fatto irruzione nellarea del Mediterraneo un fenomeno inedito in
gran parte nel passato: esploso un massiccio movimento migratorio dai bacini meridionali e
musulmani verso la sponda continentale. Le vecchie potenze coloniali sono investite da un
flusso migratorio che lEuropa percepisce come invasione e minaccia alla sua integrit, inducendo
una posizione difensiva e di chiusura. Viene da chiedersi se oggi, come nel passato, si
ripropone lo schema dello scontro di civilt tra le due sponde del Mediterraneo.
In questo scenario si generano forti tensioni, aggravate dal fatto che alcuni movimenti politici
immaginano lunificazione del mondo attorno ai valori dellOccidente assunti come universali
e universalizzabili. Da qui le guerre umanitarie nei Balcani e quelle preventive in
Asia e in Medio Oriente. A tal proposito occorre ricordare la recente iniziativa della Francia
che ha lanciato il progetto della Unione per il Mediterraneo, intesa come Alternativa
mediterranea, teorizzata allinizio del secolo scorso dallo studioso belga Henry Pirenne
(1862 1935) e pi recentemente dal sociologo francese Fernand Braudel (1902 1985).
Per scongiurare pericolose involuzioni storiche e il ripetersi di accadimenti funesti, che la
cronaca quasi ogni giorno ci racconta, occorre vivere questa pluralit non come minaccia ma
come spazio in costante mutamento in cui si pu rielaborare il senso di appartenenza e di solidariet.
Lauspicio che la pluralit culturale e antropologica, che nellarea mediterranea si sta
amplificando e rimescolando con il flusso migratorio, venga interpretata e vissuta, dai Paesi
continentali che vi gravitano, come una risorsa strategica che si offre in un luogo di cooperazione
privilegiata con lintento di ricreare le condizioni propizie per uno scambio equilibrato
e rinnovato. Cos facendo si realizza uno spazio di mediazione e di neutralizzazione degli
opposti fondamentalismi.
Si tratta, in questo senso, di riannodare i fili della storia del Mediterraneo per recuperare i
tesori sepolti sotto il mare e per ritrovare i tratti pi significativi delloriginalit culturale della
civilt mediterranea.




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