Associazione culturale “La Radice”
Registrazione Tribunale di Catanzaro n° 38 del 12.04.1995



Home
Info
Autori
Biografie
Periodici
Cerca
Video
Link
Archivio
Lettere
Estinti
Gestionale
Articolo meno letto:
IL TRIONFO DELLA POESIA
Autore:Vincenzo Squillacioti     Data: 30/04/2019  
WebCam su badolato borgo

Inserisci email per essere aggio Inserisci email per essere aggiornato


 LINK Culturali su Badolato:

Storia di Badolato a partire dai 50 anni della parrocchia Santi Angeli custodi di Badolato Marina, i giovani di ieri si raccontano.
www.laradice.it/bibliotecabadolato

Archivio di foto di interesse artistico culturale e storico - chiunque può partecipare inviando foto, descrizione e dati dell'autore
www.laradice.it/archiviofoto

Per ricordare chi ci ha preceduto e fà parte della  nostra storia
www.laradice.it/estinti


ACCETTIAMO:
  • MATERIALE da pubblicare o da conservare;
  • NOTIZIE storiche e d'altro genere;
  • INDIRIZZI di Badolatesi che ancora non ricevono il giornale;
  • FOTOGRAFIE di qualche interesse;
  • SUGGERIMENTI, che terremo presenti;
  • CONTRIBUTI in denaro.

Visite:
Pagine richieste:
Utenti collegati:
dal 01/05/2004

Locations of visitors to this page

Data: 30/04/2008 - Anno: 14 - Numero: 1 - Pagina: 43 - INDIETRO - INDICE - AVANTI

L' IDENTIFICAZIONE

Letture: 949               AUTORE: Ulderico Nistic (Altri articoli dell'autore)        

(Sono sempre numerosi gli amici che ci partecipano loro poesie, e noi, quando disponiamo dello spazio necessario, le porgiamo alla lettura dei lettori: eccone alcune.)

LIDENTIFICAZIONE

Noi identifichiamo il nostro che simile a falco che vola
fievole amore con tronchi di quercia, se appena non lo trattieni.
come salda torre
con pietre di fiume. Croller, voler, sar spezzato
come falco e ulivo ed edificio
Noi diamo radici allamore il nostro amore improvviso tremulo
che come un giovane ulivo selvatico, che assai pi grande di noi
e attorno gli poniamo ripari di canne, assai pi piccolo del nostro cuore,
perch tutti i venti lo piegano. se non saremo ogni giorno vigili
sar il nostro amore come sogno di notte
E noi anche leghiamo catene di cui rimane solo allalba unimmagine
e ceppi a questo amore riottoso e qualche dolcezza senza memoria.

Ulderico Nistic

MAMMA, FARFALLA CHE VOLA

Respiro seduta alla Singer,
lodore si mette a suonare
di lana, leggendo
di lino, spartiti
di tweed colorati. su tela a ricamo.
Rivedo Farfalla che vola
la giovane madre e si sa trasformare.
che torna di corsa `E9 ora
alla culla Pittrice speciale
del bimbo piangente; che il suon dellImmea
la sento cantare invita a danzare
e dopo, mentre dipinge, disegna e colora
seduta, magiche ali
la vedo imbastire. che andranno a coprire
Farfalla che vola le nuove farfalle
e si sa trasformare. che dovranno volare.
`E9 ora Farfalla che voli
Pianista e ti sai trasformare,
di grande richiamo: or pendono abiti sciolti
che punto su punto, su quelle tue ali...
Pino Durante
UNA SERA DI MAGGIO

Al vespero che brilla
hanno dargento il manto gli eucalipti
lungo tutto il viale:
arpe dincanto al vento.

Mare azzurro lontano,
malinconiche voci di campane
per il cielo di perla;
mormorio di ruscelli
nelle piccole valli,
un falcetto di luna dorato
sopra i colli violetti.
Cos quella sera.
Tutto era quiete intorno:
una sera di maggio
con il profumo intenso
delle rose nellaria
E il volo delle rondini festose.
Stendevan sulle siepi
dello stesso sentiero lombra fresca
gli altissimi eucalipti.
Non lhai mai ricordato?

Una stretta di mano,
un tremolio di lacrime negli occhi...
un lungo abbraccio forte, appassionato,
un addio per sempre.
Qui dove pi non vidi
limpronta del tuo piede
sullerba folta
ora la nostalgia
minvade il cuore e la mia voce trema
al ricordo dolcissimo del bacio
che fu lultimo s, ma il pi caldo
di quanti ne abbia avuti
da te, nei giorni lieti.
Quanto tempo passato?
Io poi vidi lautunno
avvolgere di nebbia gli eucalipti
e le foglie ingiallite
mulinate dal vento
perdersi per i campi.
Cos come i miei sogni,
come le mie illusioni:
piogge di stelle radianti
nelle notti incantate dagosto
con luminose scie di ricordi.

Quante candide nevi
fecero sempre bello
il mio paese,
le campagne vicine,
i miei monti lontani,
i campanili alti delle chiese:
care visioni di serenit
allo sguardo pensoso.
Quanti canti duccelli a primavera
mi fu caro ascoltare,
quante splendide albe,
quanti tramonti dai colori intensi
dallora ho contemplato
sempre pensando a te.

Nelle mie solitudini pi tristi
soltanto il tuo ricordo
mi fu dolce conforto.

Ho raccolto in silenzio
i fiori variopinti,
i ranuncoli doro delle valli
che mi ha offerto la terra
negli aprili pi belli.

Quante violette, quanti bianchi gigli
lungo i sentieri per cui sono andato
solitario e pensoso:
minebriai di profumi, ma ho sentito
il vuoto a me dintorno.

Con quanta gioia avrei desiderato
offrirti un serto delle tante rose
del mio giardino!

Ma non ti ho pi incontrata...

Stillarono di sangue le mie mani
se le raccolsi allalba:
mi feriron le spine inconsciamente.
Certo, da me lontana,
i giorni che hai vissuto
avranno gi sbiadito i tuoi ricordi
e per te non avr pi senso alcuno
oggi un rimpianto,
n penserai chio possa aver nel cuore
una spina pungente che fa male.


E-mail:              Webmaster: www.giuseppecaporale.it               Segnalazione errori

Testi e materiale Copyright©
Associazione culturale La Radice
  www.laradice.it

Sviluppo e design Copyright©
Giuseppe Caporale
 www.giuseppecaporale.it

Tecnologie e software Copyright©
SISTEMIC di Giuseppe Caporale
 www.sistemic.it

Advertising e link support
by www.Golink.it

Golink www.Golink.it