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Autore:     Data: 30/12/2020  
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Data: 30/04/2014 - Anno: 20 - Numero: 1 - Pagina: 36 - INDIETRO - INDICE - AVANTI

LA BANDA

Letture: 958               AUTORE: Vincenzo Squillacioti (Altri articoli dell'autore)        

Tra le rubriche di questo periodico cera nel passato (dicembre 1996 aprile 2000) anche
Musica e Musicanti, curata da Pasquale Rudi. Un lavoro interessante che La Radice ha offerto
ai suoi lettori e conserva per i posteri.
A distanza di 14 anni dallultimo articolo sullargomento, si pensato di aggiungere un importante
tassello a quanto narrato nel passato: la storia (si fa per dire) della Banda musicale, attiva in
Badolato per circa un decennio. Per fare ci, in mancanza di ogni documento al riguardo -a parte un
paio di fotografie- abbiamo dovuto come sempre fare ricorso ad alcuni amici, in qualche modo diretti
e interessati testimoni. Abbiamo sentito anche lamico veterinario Vincenzo Gallelli, sempre lieto,
sino a quando stato tra noi, a fornirci notizie di ogni genere sul passato di Badolato. Abbiamo contattato
lamico professore Mim Rudi, che oggi vive a Milano, e nei primi anni Quaranta suonava
nella Banda il tamburino. Tante notizie ce le ha fornite Tot Codispoti che, ancora ragazzo, del complesso
bandistico ha fatto parte. Quattro intere pagine di quaderno ce le ha mandate con una mail
Peppino Peronace, uno dei primi musicanti badolatesi che oggi vive negli Stati Uniti dAmerica.
Tutti gli amici contattati concordano nel dichiarare che la Banda stata una creatura di Giuseppe
Criniti (Peppi u Grecu, Badolato 25.3.1889 U.S.A. 5.8.1983), il quale, tornando dagli Stati Uniti
dAmerica, dove era emigrato, e dove poi tornato ed ora sepolto, ha pensato di andare a Napoli
e comprare, a sue spese, gli strumenti musicali per creare una Banda a Badolato. Per saperne di pi
abbiamo sentito per telefono Pasquale e Benito Criniti, figli di Peppi u Grecu, anche loro residenti
in America, i quali si limitano a confermare lacquisto degli strumenti ad opera del proprio genitore.
Era lanno 1934. Lamico Peppino Peronace (cl. 1922) ricorda ancora i nomi di alcuni musicanti
e gli strumenti che suonavano:
Nicola Menniti (Mulinru) e Agostino Ristagno: Basso // Pietro Pacetta (Provulru), Rosario
Paparo (Nciprdu) e Ciccio Peronace (Calibrdi): Bombardino // Giacomo Andreacchio (Pintu),
Tot Gesualdo (ovviamente, non lo storico, che doveva ancora nascere) e Domenico Paparo
(Nciprdu): Clarino // Francesco Gallelli (Ccicchhr1u): Cassa // Peppino Gallelli (Ccicchhru):
Tamburo // Enrico Gagliano e Peppino Papaleo: Saxofono // Antonio Bressi (Cavulru) e Giorgio
Repice: Tromba // Gigi Loiero (Piuri): Trombone Tenore // Domenico Fiorenza (Notarhr1u): Piatti.
Nel 1936 la Banda era gi cresciuta e, ovviamente, in parte modificata. Ecco ancora il ricordo
di Peppino Peronace:
Francesco Andrean, Francesco
Battaglia, Antonio Marafioti e
Peppino Peronace: Clarino //
Raffaele Cossari (Cccara) e
Andrea Talotta: Saxofono // Antonio
Cossari (Purdhr1u): Tamburo //
Francesco Carella: Tromba //
Antonio Battaglia (Cacamhr1u):
Pistonino // Antonio Parretta (e
Margarta): Corno francese //
Domenico Papaleo (Brundu): Piatti.
Alcuni dei musicanti erano poco
pi che bambini, e comunque
minorenni, come lo stesso Peronace
(si era maggiorenni a 21 anni): ci
voleva, allora, comera ovvio e giusto,
il permesso dei genitori.

(Foto di Franco Leuzzi, nipote del musicante Francesco Spasari, Cicciu e Lesi, il secondo bandista da sinistra in primo piano).

Le prove, ogni sera o quasi, dalle
ore 20 alle ore 23, avvenivano a casa
di Domen i co De Ro si, in Piazza
Fosso.
La Banda suonava in quasi tutte
le processioni religiose di Badolato e
in occasione d i a lc un i funerali.
Talvolta andava anche in trasferta, a
Santa Caterina (per la Sagra), a Isca
(per San Marziale), a Pietracupa (per
SantAntonio). Compenso? Zero. -
scrive Peronace- Per noi la Musica
era un divertimento. Il repertorio?
Certamente non molto vasto, anche a
(Foto Archivio Squillacioti)
dedurre da una frase, un po scherzosa e un po ironica, che circolava spesso sulla bocca di tante
persone: Musica, maestru. E chi sonmu? A stessa.
Verso la fine degli anni Trenta, per mancanza di musicanti la Banda ha finito di esistere: il maestro
se n andato e Giuseppe Criniti pretese indietro gli strumenti. Ma il commerciante Domenico
De Rosi e Giuseppe Carnuccio (Cajnu) hanno comprato altri strumenti, hanno chiamato un altro
maestro e la Banda resuscitata. Ma ebbe vita difficile, perch Vincenzo Carnuccio (Cajnu)
compr altri strumenti e form unaltra Banda, con alcuni musicanti che scelsero di farne parte.
Tra le due Bande nacquero fin dallinizio malumori e liti che non cessarono neanche con lintervento
dellavvocato Vincenzo Gallelli (poi notaio), chiamato a far da mediatore. Le Bande furono
quindi sciolte dautorit per motivi di ordine pubblico.
A far risorgere la Banda ancora una volta ci pens Antonio Battaglia (Cacamhr1u) mettendosi
a fare lorganizzatore e il maestro di un ridotto numero di musicanti che avevano deciso di continuare
ancora a suonare. Era il 1941.
Sono state preziose le notizie forniteci da Tot Codispoti, il quale ha cominciato dichiarandoci
che la passione per la Musica e per la Banda nata in lui dal quotidiano contatto con suo zio
Raffaele Cossari, che suonava il Saxofono. Nel 1941, a soli undici anni, entrato a far parte del
complesso come allievo, ma la sua avventura musicale finita troppo presto perch nel 1942 la
Banda si sciolta. Da lui abbiamo appreso che il primo maestro stato certo Angelini, al quale
subentrato il napoletano Vaccaro, detto piedi piatti, secondo ed ultimo maestro del complesso bandistico
badolatese.
Anche lamico Tot ci parla di Giuseppe Criniti (u Grecu), e del figlio Pasquale, che stato musicante
fin dalla prima ora. E ricorda anche lui che alluscita di scena del maestro Vaccaro, che nel
periodo migliore aveva diretto una Banda arrivata a 45 elementi, subentr mastrAntonio Battaglia,
gi bravo maestrino solista con la tromba, mentre Francesco Carella era stato maestro di disciplina.
Grazie allottima memoria di Tot Codispoti siamo ora in grado di scrivere anche dellorganizzazione
interna della Banda:
Batteria: Agostino Ristagno (1 Basso), Domenico Fiorenza Notarhr1u (Cassa), Pietro Pacetta
(Bombardino principale), Nicolino Repice (Bombardino).
Accompagnamento (Ripieno): Pietro Fiorenza Gahr1u, detto Tri Liri, Domenico Epifani
Vihr1icru, Pasquale Bressi Cac, Giuseppe Lacroce.
Saxofoni: Peppino Papaleo (Sax tenore, ruolo poi passato a Raffaele Cossari), Andrea Talotta
(Contralto, ruolo poi passato a Peppino Saraco di Giorgio), Peppino Loiero (Baritono).
Clarini 1 fila: Francesco Spasari, uno zio di Vincenzo Piperissa Longu, Antonio Varano
Lennu, U Monachehr1u figlio del Rimti della Sanit.
Clarini - 2 fila: Rosario Paparo Stortu, Emilio Spasari fratello di Tommaso e Peppino, Peppino
Peronace, Pierino Mantella, Figlio di Mastro Mico Menniti u Breu, Nicola Battaglia e Ciccia.
Ci sono stati, ovviamente, altri musicanti: noi ricordiamo, ad esempio, Pietro Campagna
(Mammnu). Se i lettori ne ricordano altri sono pregati di comunicarci i loro nomi.
Come facile notare, i due elenchi di nomi, richiamati alla memoria da Peppino Peronace e da Tot
Codispoti*, in parte si sovrappongono, in alcuni casi si integrano e in qualche caso discordano, cosa
per noi di marginale importanza, perch non pretendiamo di scrivere la storia della Banda di Badolato
e dei Musicanti badolatesi. Il nostro intento quello di portare alla luce, e quindi alla conoscenza delle
presenti e future generazioni, un importante segmento della vita operosa, dinamica e produttiva di
Badolato nel corso del secolo ventesimo. Se ci siamo riusciti il merito va pure agli amici che abbiamo
contattato e che sono stati prodighi di informazioni: ai nomi di cui si scritto sopra va aggiunto quello
dellamico Raffaele Frasc per il supporto anagrafico.

(*) Il 15 aprile Tot Codispoti ci ha lasciati: ci mancher tanto, come caro amico anzitutto, ma anche come valido
collaboratore.

LA BANDA - Vincenzo Squillacioti
LA BANDA - Vincenzo Squillacioti

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