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Data: 31/03/2004 - Anno: 10 - Numero: 1 - Pagina: 9 - INDIETRO - INDICE - AVANTI
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AUTORE: Vincenzo Squillacioti (Altri articoli dell'autore)
Ho chiara dinanzi a me limmagine di un atipico libricino, di non pi di sei od otto pagine di 6x8 centimetri, su cui, con carattere di corpo non superiore a 8, erano riportati gli stipendi, e le indennit (previste) dei militari dellEsercito, dal soldato al generale dArmata designato. Ma eravamo ai primi anni Sessanta e cose del genere non meravigliavano alcuno, perch erano usuali, quasi scontate, un po in tutti i settori della vita politica, sociale, produttiva del Paese. Oggi, allimpensabile passo in avanti nellevoluzione tecnica e scientifica, e nonostante ogni proliferazione legislativa, anche specifica, fa riscontro il marasma socio-politico che consente ai detentori del potere, di qualsiasi potere, di pescare nel torbido a piacimento, di disattendere chiarezza e trasparenza, di misconoscere correttezza, equit, giustizia E ci grazie anche a sbandierati metodi di modernizzazione e di americanizzazione con cui si afferma la civilt dei manager, dei progetti, dei budget, dei dirigenti dei custodi delle stanze dei bottoni, di tutti i bottoni, anche i pi piccoli. Il mondo degli ottanta-venti, scrivevo altra volta rifacendomi a una drammatica analisi di uno dei pi grandi giornalista italiani, il mondo in cui ottanta la percentuale della popolazione che viene schiacciata e venti rappresenta la classe dirigente che si assume il compito di gestire, comandare, schiacciare. In questo tipo di mondo, che gi del presente ma che sar ancor pi del futuro, ci sono stipendi, salari, pensioni, indennit, budget e tanto altro detto in inglese, di cui non si dice e in genere neanche si scrive niente, particolarmente quando sono espressi da numeri piuttosto alti. Si rischia, anzi, se si cerca di sapere. E quando se ne parla si fa sottovoce. E nessuno, in genere, che si lamenti! Lultima indennit -subito appurata, questa, con grande disappunto degli interessati- quella degli onorevoli (?) consiglieri regionali della Calabria, deliberata da se stessi, ovviamente, alla fine dello scorso mese di gennaio: solo 1.500 euro al mese! C qualcuno, in verit, che parla di 2000. E dinanzi allindignazione di certa stampa, e della gente, uno degli onorevoli avrebbe detto risentito che tre milioni delle vecchie lire al mese non cambiano la vita delle persone. E un altro ha sentenziato che la vera vergogna non laumento delle indennit, ma la corruzione, ove presente. Un altro ancora, con atteggiamento difensivo e risolutorio, ha annunciato di voler devolvere in beneficenza la maggioranza della sua indennit. E la Calabria continua ad affondare. E i Calabresi continuano ad emigrare: una strada che dura da 130 anni, ed ancora lunica soluzione dei problemi di questa regione, che pur fa parte del Paese pi americano dEuropa. |