Data: 31/03/2006 - Anno: 12 - Numero: 1 - Pagina: 13 - INDIETRO - INDICE - AVANTI
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LITALIA DI CUI NON DIREMO |
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AUTORE: Vincenzo Squillacioti (Altri articoli dell'autore)
Noi non diremo, neanche questa volta, in questangolo del periodico, se lItalia sempre pi americana e vaticana o campione di indipendenza e di laicit; non diremo se in guerra o gode di un bel periodo di pace; non diremo se si pone sul pianeta come provocatrice di terrorismo o nobile esempio di tolleranza, di rispetto, di amore; non diremo se lo Stato al servizio di una o di pi persone o gruppi o , invece, sovrano e autorevole nellinteresse di tutta la Nazione; non diremo se corre in avanti sulla via dello sviluppo globale e della piena democrazia o se veramente sta avvicinandosi allArgentina, come sostiene qualche autorevole organo della stampa internazionale (con tutto il rispetto per quella nobile terra); non diremo se c in atto un processo di delegittimazione di magistratura sindacato e stampa o si tratta, invece, di ignominiose calunnie; non diremo se aumentato il divario tra Nord e Sud della Nazione e cos la forbice tra ricchi e poveri o la povert prossima a sparire e il Sud va quasi gareggiando con il sazio Nord-Est; non diremo se i giovani guardano con angoscia al futuro che non garantisce n lavoro n casa n famiglia o la vita si presenta loro comoda e rosea. Non diremo, insomma, se vero che questo nostro Paese -e non solo- procede a passo di gambero, come sostiene un mostro della cultura contemporanea. Tutte queste cose non le diremo per due precisi motivi: perch non vogliamo che qualcuno ci accusi di scrivere di cose che non ci interessano perch esulano dalla sfera di competenza di un periodico locale; e perch si tratta di realt che sono sotto gli occhi di tutti, e ognuno pu vedere, nonostante numerosi telegiornali nostrani e comunicazioni varie a cura di Istituti di indagine e di statistica. Diciamo, invece, delle ferrovie, in particolare della tratta che pi da vicino ci interessa, la Reggio Calabria-Taranto. Detto in chiaro, sono unoffesa alla dignit degli Italiani, dei Calabresi e soprattutto di noi che viviamo nei territori compresi tra Melito Porto Salvo, Catanzaro Lido e Lamezia. Come funzionano lo sanno tutti, anche il Presidente della Repubblica. E se non lo sa la colpa non nostra. E neanche del Vescovo di Locri che sceso con la gente sui binari, per protestare, in modo deciso e concreto. E lo sa anche il manager (bella parola!) profumatamente strapagato per dirigere Trenitalia, il migliore sulla piazza italiana e tra i migliori in Europa, stato detto. Treni che non ci sono o vengono soppressi; stazioni che vengono saltate; coincidenze che non vengono realizzate; informazioni inproponibili o spesso imprecise; biglietterie rare e a singhiozzo; tempi di percorrenza pi lunghi che in un deserto dellAfrica. E poi Sindaci che neanche se ne accorgono. E se Franco Nistic glielo fa notare con tutta la rabbia che ha in corpo loro continuano a realizzare i propri progetti. E cos i rappresentanti delle altre Istituzioni. Si era detto che il 9 aprile si sarebbe fatto un fal con le tessere elettorali, ma non si leggono in giro proclami. Sino a quando?!
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