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Autore:Vincenzo Squillacioti     Data: 30/12/2020  
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Data: 31/12/2006 - Anno: 12 - Numero: 4 - Pagina: 35 - INDIETRO - INDICE - AVANTI

POESIE

Letture: 764               AUTORE: Autori vari (Altri articoli dell'autore)        

(Giusto impegno assunto con i lettori, ripubblichiamo la poesia di Tota Gallelli il cui testo, per un errore tecnico, apparso incompleto nel n 3/2006, pag. 25)

MAIU FICIA UcIURI E GIUGNU EBBA U NURI
Pajsi meu, portvi primra
pe fatga, ngegnu e gran mastra,
mo reststi annegtu nta lumra
ca mandsti i figghi ahr1a strana.
Sti figghili tu i vitti nescra,
rosi e gigghj vidsti sbuttunra,
sempa cchj ricchi e tantu sapra,
e garbu, virt e de morla.
A pocu a pocu li vitti partra,
cu cuntgnu trattnni lu chjantu,
cu a spirnza u mi vidi venra
cu tantu nuri e mu ti fai vantu.
Chi allegra, chi festa chihr1u misi,
ci tornavanu ti fannu nu saltu,
ahr1a marna, ahr1a muntgna, ahr1u pajsi,
na ventta e primavra ava ventu.
Passsti anni faticsi e duri
u porti i scigghjni rbari arti,
quandi frutti si fciaru matri
ad attru vitti linchjra li sporti.
Tu avsti lu vantu, attru lu nuri,
tu laddri do ciuri attru a ricchzza,
e lu risu toi damru ebba sapri,
pe curpa e cu tena la capzza.
Penzi notta e jornu sti figghjli
chi do ritrnu non crcanu la via,
para ca nci msaru i tagghjli,
para ca nci ligru a fattura:
nci fciaru mu prdanu lamri,
e tu perdsti a fidi e hr1a spirnza,
e non ha forza u preghi cchj u Signri
pe lu ritrnu de la figghjolnza.
Pajsi meu ascittu e struncuntu,
chi nda facsti e staffriggra tantu?
Mo, pe non parssa ca si scunzultu
cittu, cittu ti nghjutti lu chjantu.

Tota Gallelli
(Ed ecco qui di seguito altre cinque poesie, tutte ricche di nobili messaggi, che siamo lieti di potere ospitare in questo spazio.)
NOSTALGIA

Mai dimenticher paese amato tra lo stormir di foglie verdeggianti.
i colori radiosi e mattutini dei tuoi boschi, Rorido annuso la brezza mattutina
delle valli fiorite e profumate. sparsa nellaria con fragor pomposo
Mi ritrovo affacciato alla finestra da una sorgente dacqua cristallina.
dove fu casa della nonna mia. Intorno pulsa una maga dodori
Rivedo i monti, risento cinguettare gli uccellini son gelsomini bianchi e malvarosa.

Enzo Spagnolo

CLANDESTINO

Attendere
nel gelo duna stiva
col sogno
duna terra e duna riva.
Sperare ancora
mentre infurian londe.
Sentirsi poi
da vivo sprofondare:
per tomba
il cargo,
per cimitero
il mare.

Pino Durante
(da Miscellanea - Maggio 2006)

NATALE 2006

Voglio un sogno
- Signore che rinasci -
per riappropriarmi
dei segni del Natale
di quel lontano tempo
ormai scomparso.
Bianca ed intensa
la luce del mio sogno
per annullare orrori
ed empiet
e dare un senso
alle illusorie attese.
Non un castigo
per lagitata mente
ma la carezza del buio
e del silenzio.
E niente pi speranze:
figlie sterili
di quellordito
dastruse fantasie.
S, voglio un sogno
per non svegliarmi pi

Vittorio Sorrenti

Passeggiata solitaria

Piccola strada tra le siepi in fiore Arrivo fino in fondo e son felice
allombra delle querce secolari, ammirar la pianura e la pendice,
quasi ogni sera mentre il sole muore e la luna apparire sopra i monti
per te muovo i miei passi solitari. nellincanto di limpidi orizzonti.

Francesco Servello
A MIA MADRE
Porta il tuo volto i segni di tante primavere,
i tuoi capelli bianchi raccontano ansie e bufere,
ed i tuoi occhi parlano, a chi ti vuol capire.
Coltivi dentro il cuore la Fede con ardore,
si specchia, nel tuo volto, tutto luman dolore.
Sei stata, con orgoglio, madre e figlia,
guidando con fierezza la famiglia.
Io percepisco il grido tuo struggente
che il cuore mi strazia ogni momento,
ma il lavoro mio cos stressante
che non consente di lenir il tuo lamento.
A tal pensiero lo sconforto mi assale
e, con animo sofferto, chiedo perdono,
la mia Preghiera allALTISSIMO sale
e nellabbraccio tuo io mabbandono.
Non serve portar lacrime allammasso,
girare vagamente attorno al vento...
portare il dispiacere come un masso
e ricordare sempre un sogno spento!!!
Ma come sopportar un gran dolore?
La mia risposta , purtroppo, amara...
Bisogna cancellar ogni rancore...
ma la felicit molto rara!!!
Tu, mia guida, indicami la Via,
onde evitar, cos, la nostalgia.
Tu vinci il tempo ed incarni la saggezza,
e nel passato che mi sovviene in mente,
tu resti il ricordo di giovinezza,
che nella vita mia ognor presente.
Il cielo ti sorride, il sole ti accarezza,
accanto a te, tutto intorno, svanisce...
minvade, una piacevole ebbrezza
ed ogni tristezza, in me, si assopisce.
Perch svegliarmi? Lasciatemi sognare!
Voglio restare stretta alla mia mamma
e restituirle i tanti baci avuti,
e poter placare lardente fiamma,
di ideali grandi ma insoluti.
Voglio pensare ai tempi, ormai lontani,
quando ho creduto allESSERE DIVINO,
a quei Valori che non sono vani,
e alla certezza di riaver, Lass, lamor vicino.
Mamma, sei tu la luce che mirradia il giorno
e lapprodo ad ogni mio affanno;
sei tu il mio pensiero ed il mio bene
ed il conforto che allontana le mie pene.
Accogli dentro te: lalba ed il tramonto,
dove si placa questo mio tormento,
dove regna un angolo di pace
e dove ogni egoismo, tace.
Tu, Mamma, sei gioia e poesia,
sei lessere pi sublime della terra,
infondi sempre, dolcezza ed armonia
e ricusi di lottar, qualsiasi guerra.
Il tuo insegnamento, voglio gridar forte:
lAMORE vince, ovunque, anche la MORTE.
Badolato, 8 aprile 2006


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