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Autore:Vincenzo Squillacioti     Data: 30/12/2020  
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Data: 31/03/2007 - Anno: 13 - Numero: 1 - Pagina: 4 - INDIETRO - INDICE - AVANTI

QUANTI GRECI E ROMANI!

Letture: 789               AUTORE: Ulderico Nistic (Altri articoli dell'autore)        

Tra larea archeologica di Roccelletta, che la greca Scillezio e la romana Scolacio, e Monasterace Marina, che Caulonia, corrono 45 km di 106, che corrisponde al dromos, poi forse lAquilia. Sono 242 stadi greci, 25 miglia romane. Una legione le percorreva in un giorno di marcia normale, ma per un mercante, un contadino, un viandante una distanza eccessiva per supporre che, lungo il cammino, non incontrasse paesi, ville, posti di ristoro. del resto ovvio che ogni centro urbano importante sia circondato, per la natura delle cose, da periferie, suburbi, centri minori.
La stessa estensione di Scolacium intesa come entit amministrativa pi che come cinta urbana, doveva essere ampia, dal Corace alla Coscia di Stalett.
Nella valle del Corace incontriamo toponimi prediali come Settingiano, Gimigliano, Gagliano, poderi di un Septimius, un Geminius o Gemilius, un Gallius; e indizi di una strada romana: Miglierina, Migliuso, Marcellinara.
Di fronte a Scolacio, e ad essa complementare, Teira o Teura e lager Teuranus, Tiriolo.
Ai piedi del monte Moscio, presso la torrefazione, si lasciano vedere a cielo aperto cocci e ceramiche di et imperiale. Secondo gli storici antichi, doveva aver luogo una Tale o Cale o Colonna.
Da questo sobborgo di Scolacio partiva forse quella strada Trasversale (allora!) segnata nella Tabula Peutingeriana, che, ricordata ancora a Stalett come Via Grande, dalla Paladina (Palatina, Palatia?) attraverso le attuali S. Vito e Chiaravalle si gettava sul Tirreno ad Aquae Angiae, e conduceva a Vibo Valentia. Lungo larteria sorgevano senza dubbio stazioni e insediamenti. Forse il mito di Santa Najjara, una fonte, ricorda le Naiadi.
Il navifrago Scilaceo ricordato da Virgilio per il viaggio di Enea, e sembra essere Copanello. Si racconta di resti venuti alla luce... e subito dopo ricoperti per sempre da cemento. Sfugg a questo destino la minuscola chiesa di S. Martino, forse dei tempi di Cassiodoro.
A Montepaone Lido sorge (o sorgeva?) un edificio probabilmente antico detto Rorhu, Rotondo, che potrebbe essere stata una villa romana con parte dominica e attorno casolari rustici: un modello assai diffuso sotto lImpero. Speriamo ci sia ancora.
La tradizione di Aurunco farebbe della stessa Montepaone un insediamento di questo ribelle popolo deportato da Roma nel Bruzio. Localit Runci si trovano frequentemente, ma potrebbero significare grano da falciare.
Dopo una scogliera non molto ospitale, ecco Poliporto. Lesistenza di questa localit grecoromana sulla spiaggia di Soverato fuori da ogni dubbio, comprovata dalle osservazioni ogni forte mareggiata, certificata ufficialmente da studi della Sovrintendenza. Sono del 1925, in seguito, silenzio! Nel 1916 vennero trovate le 14 monete che sono nel Museo reggino; qualche anno dopo, una tomba romana a Mortara; di recente, una casa greca del IV sec. a.C. sulla Panoramica.
Un quartiere di Soverato Vecchio fu detto Lo Romano, e nelle stesse costruzioni medioevali sono stati riscontrati mattoni antichi. Una contrada di Soverato si chiama Ceramido.
Satriano un buon nome latino, presente due volte in Lucania, e pu far pensare ai poderi di un Satrius; o a terra seminabile.
Di ritrovamenti casuali si narra in Davoli. Sappiamo dei meritori tentativi di scoprire Sanagasi in agro di Isca.
Sembra essere un acquedotto quello che scorre in Badolato presso la Pietra del diavolo. Questa stessa, con le sue figure geometriche, attesta una presenza umana assai antica.
Quale dei nostri fiumi era lElleporo, lungo il quale Dionisio batt gli Italioti? Ne abbiamo scritto e il direttore e io, e, per ora, basti.
Larea di Caulonia dovette essere ampia, ed estendersi tra le attuali province di Catanzaro e Reggio. Lalta montagna brulla che sovrasta il promontorio detto da Plinio Cocinto, e dove sorgeva il Consolino Castro, venne detta Stilo forse nel senso di roccia; e le sue chiese si ornarono di colonne classiche.
Tracce di una fortezza, e tombe in localit Campoli, attestano presenze antiche in quel borgo che rifiut il glorioso nome di Castelvetere. Queste e quanto emerge in Gioiosa, con la villa del Naniglio e altro, richiamano le localit di Subsicivio e Miste.
Locri rimase prospera anche in et romana, e abitata fino al IX secolo, sebbene gi in gran parte sostituita da Gerace. Da l a breve tratto, la grandiosa villa di Casignana.
Ce n a sufficienza per tracciare una sintetica mappa del territorio scilletino, cauloniate e locrese in et antica, evidentemente cos popolato; e materia per studi e, magari, saggi e scavi, se qualcuno di dovere si lascer commuovere.
Ci sarebbe da parlare di Castra Hannibalis e del Golfo settentrionale: ma di questo, unaltra volta.



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