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Autore:     Data: 30/12/2020  
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Data: 31/12/2019 - Anno: 25 - Numero: 3 - Pagina: 44 - INDIETRO - INDICE - AVANTI

UNA NUOVA LAPIDE MARMOREA PER NON DIMENTICARE

Letture: 156               AUTORE: Pietro Cossari (Altri articoli dell'autore)        

La stupida, inutile, ingiusta, orribile, disumana guerra con i suoi catastrofici effetti, è stata la
protagonista assoluta delle celebrazioni svoltesi lo scorso 4 novembre in tutta Italia per l’annuale
ricorrenza della Giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate.
Particolarmente toccante è stata quella di Badolato Superiore, dove nel pomeriggio, per l’occasione,
è stata inaugurata la nuova lapide, rifatta su interessamento dell’AVIS comunale di Badolato
e dell’Associazione culturale “La Radice”, per ricordare i soldati badolatesi caduti negli ultimi
spaventosi conflitti del Novecento. Grazie, infatti, alla dignitosa e lodevole iniziativa delle anzidette
associazioni che si sono pure fatte carico del relativo onere finanziario, le due vecchie lapidi
ubicate nel muro esterno della chiesa matrice sono state rimosse e sostituite da un’altra lastra marmorea
nella quale sono stati inglobati i nomi dei militari morti nella Prima e nella Seconda Guerra
Mondiale, resi ormai illeggibili dall’usura del tempo e dalle intemperie.
La cerimonia ufficiale è iniziata alle 15,45
da Piazza Castello da dove un silenzioso corteo
aperto dalla corona d’alloro dell’Amministrazione
comunale e dal gonfalone municipale è partito
per poi arrivare alla chiesa matrice ove alle 16,00
in punto è cominciata la Santa Messa concelebrata
dal parroco don Salvatore Tropiano e dal suo
vice don Modest Djafanony, assistiti dal seminarista
Amedeo Gallelli.
Alla funzione, oltre ai fedeli, hanno partecipato:
il sindaco Gerardo Mannello, l’assessore
alla Cultura Daniela Trapasso, i Carabinieri del
Comando Stazione di Badolato, il Cavaliere di
Malta e della Repubblica Italiana Andrea Carnuccio,
il Generale di Divisione dell’Esercito in
pensione, Pasquale Martinello, l’ingegnere Giuseppe
Paparo con la bandiera degli ex combattenti,
la delegazione dell’Associazione Volontari
Italiani del Sangue guidata dal presidente Antonio
Scoppa e quella de “La Radice” capitanata
dal presidente Mario Ruggero Gallelli e dal direttore
dell’omonimo periodico culturale, Vincenzo
Squillacioti.
A rito concluso il generale Martinello ha
espresso un breve ma esaustivo pensiero sui soldati
badolatesi impegnati nei vari fronti durante
le due guerre mondiali. Uomini in gran parte contadini
e che, strappati alla terra dalla quale traevano
con fatica il proprio sostentamento, lasciarono
il luogo natio per combattere in prima linea
sull’Isonzo, sul Piave, sull’Adamello, durante la
Prima Guerra Mondiale e in Africa, nei Balcani,
in Russia nella Seconda Guerra Mondiale.
Combatterono con valore
e in molti persero la vita.
Ben cinquantadue badolatesi
morirono nella Grande
Guerra per restituire Trento
e Trieste all’Italia e altri
ventisette nella seconda. Su
alcuni di essi, l’alto ufficiale
si è soffermato citando
date di nascita, battaglioni
d’appartenenza, teatri
delle operazioni e località
tristemente famose come
Tobruk ed El Alamein dove
caddero i nostri sventurati
eroi e il Mar Mediterraneo
nel quale perirono inabissandosi con le navi affondate dai nemici più volte, dal fuoco amico.
Con emozione, il generale ha pure doverosamente ricordato il fondamentale apporto dei ragazzi
del ’99 che immediatamente dopo la disfatta di Caporetto, appena diciottenni, furono inviati al
fronte per rinsaldare le linee del fiume Piave, del monte Grappa e di Colle Montello, zone dalle
quali partì la controffensiva italiana che portò alla battaglia di Vittorio Veneto e quindi, alla definitiva
vittoria sulle truppe austro-ungariche.
La commemorazione è in seguito proseguita all’esterno della chiesa matrice, nell’antistante
Piazza Municipio. Il corteo, infatti, uscito dalla chiesa con la Canzone del Piave in sottofondo,
si è fermato davanti alla nuova lapide avvolta da una grande bandiera tricolore e scoperta dall’assessore
Daniela Trapasso mentre il trombettista professor Domenico Cutruzzolà rendeva onore ai
Caduti prima con gli squilli del presentat’arm e poi, con il commovente silenzio d’ordinanza alla
cui esecuzione hanno anche assistito per palesare la vicinanza del loro popolo perennemente oppresso
e ancora senza nazione, alcuni Curdi approdati in Calabria la notte del 26 dicembre 1997 e
accolti a Badolato.
Infine, la manifestazione in onore di quanti hanno combattuto e perso la vita per la Patria è
terminata con “Rendere memoria al soldato”, un’intensa e struggente poesia di Cecé Serrao, interpretata
dall’attore Francesco Gallelli, la benedizione della nuova lapide e la lettura da parte del
parroco, dei nomi dei caduti sopra incisi, e che con il loro estremo sacrificio hanno permesso a tutti
noi di fruire di un bene primario, assoluto e universale: la pace.


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