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UN AFFRESCO: UN RECUPERO
Autore:Vincenzo Squillacioti     Data: 30/04/2019  
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Data: 31/12/2023 - Anno: 29 - Numero: 3 - Pagina: 15 - INDIETRO - INDICE - AVANTI

ANDREA IL CANTASTORIE AI FESTEGGIAMENTI DI SANTA CATERINA

Letture: 464               AUTORE: La direzione (Altri articoli dell'autore)        

È festa nel villaggio di Badolato: luci e fuochi si accendono a illuminare le piazze e le
strade per la festa di Santa Caterina. Una festa molto sentita dalla comunità e che, negli ultimi
anni, ha visto una sempre più numerosa partecipazione.
La tradizionale processione di Santa Caterina V.M. d’Alessandria sì è svolta Sabato 25
Novembre 2023, con partenza dall’omonima chiesa. Accompagnata da una banda musicale e
con in testa i tamburinari di Badolato, ha visto la partecipazione di tutt’e tre le Confraternite
religiose di Badolato e si è articola per le vie del paese con visita alle chiese dell’Immacolata,
del SS.mo Salvatore e di San Domenico (U Monastèri). Alla sera la festa si è spostata nei ti
pici catoja, tra canti e del buon vino locale. Una bella festa, ben organizzata e curata in ogni
particolare, con la guida del Priore Totò Scoppa.
A fare da filo conduttore nell’itinerario religioso e nei catòja è stata la musica. La musica,
che da sempre ha un ruolo importate nelle feste pagane e religiose, che diventa elemento di
socializzazione, potente collante nei momenti di condivisione e festa. L’esperienza musicale,
che in questo contesto è anche affermazione identitaria individuale e collettiva, scalda i cuori
e avvolge le persone in un’atmosfera magica. Anche noi, siamo stati attratti da un canto antico
proveniente dai vicoli: in una piazzetta, alcuni musicisti intonavano canzoni della tradizione
popolare. Tra loro Andrea, che ci incanta con la sua bella voce e gli appassionati movimenti da
romantico corteggiatore. Suoni e movenze d’altri tempi, che ci riportano al passato, quando i
cantastorie attraversavano i paesi e, con i loro racconti, riempivano le piazze.
Andrea Bressi, cantastorie polistrumentista catanzarese, nasce e cresce tra strumenti tradi
zionali calabresi, ereditando dal padre, Silvestro Bressi,
profondo conoscitore delle costumanze catanzaresi, la
passione per la musica popolare. Attivo da oltre quindici
anni, si è contraddistinto per i numerosi progetti musi
cali, nei quali ha ben conciliato cultura e divertimento,
comicità e improvvisazione, tradizione e innovazione,
maturando la naturale propensione nel condurre coin
volgenti spettacoli in chiave tradizionale. Con l’insepa
rabile chitarra battente e il suo organetto, affiancato da
virtuosi e affiatati musicisti, dà voce al “Cantastorie”,
ritrovato in sé, per tramandare storie e leggende calabre
si, a lui, consegnate da anziani, i suoi maestri.
Per saperne di più gli abbiamo fatto qualche domanda:
Cosa ti ha portato a Badolato?
Le tradizioni sono anima e identità di un popolo, di
una comunità. Sicuramente un tempo si era più legati ad
alcuni usi, ad alcune credenze. Badolato è uno di quei
paesi che mantiene molte costumanze e ritualità, e per
questo motivo ci torno con piacere. La prima volta sono
venuto a Badolato da ricercatore sono stato attratto dai
riti della Settimana Santa, la processione del Sabato
Santo e i riti della Domenica di Pasqua, per la presenza
dei canti, dei tamburi, il ballo degli stendardi e tante
unicità che ho potuto osservare e fotografare, circa una
quindicina di anni fa. Successivamente la mia attività
artistica, di musicista tradizionale e cantastorie, mi ha
portato, più volte, in questo paese medievale, per ani
mare feste private e pubbliche, eventi religiosi e feste di
piazza. Nel 2009, con il gruppo “Radici Calabre”, ani
mammo la festa di Santa Caterina a Badolato, e qualche
anno dopo un coinvolgente concerto in ambito del Fe
stival Tarantella Power. Mi piace ricordare l’indimenti
cabile concerto, nel 2011, che mi vedeva tra i cantanti,
assieme a Simone Cristicchi, con l’orchestra popolare
calabrese diretta da Danilo Gatto in piazza Castello.
Dalle piazze, ai ristoranti, dalle viuzze agli istituti
scolastici badolatesi: più volte, ho avuto modo di parla
re ai bambini delle figure tipiche e maschere del Carne
vale calabrese, della personificazione della Quaresima,
delle “corajìsime”, pupattole della tradizione locale
esposte per tutto il periodo quaresimale.
Le occasioni che mi portavano e continuano a portarmi a Badolato, con il mio cognome che gioca a mio
favore, sono svariate. L’amico Guerino Nisticò, vecchia conoscenza dei tempi universitari,
continua a coinvolgermi in varie occasioni nelle sue passeggiate alla riscoperta del Borgo,
dove leghiamo le sue spiegazioni e le vicende storiche ai canti.
Cosa è per te la musica?
Ho sempre con me uno strumento a portata di mano. Ogni occasione è buona, per far mu
sica e divertirsi. Amo divertirmi nel far divertire. Concilio, nei miei spettacoli, canti e racconti
della tradizione, con momenti di comicità popolare, con coinvolgenti tarantelle e momenti di
improvvisazione estemporaneità, ma alla base, dei miei spettacoli, c’è la cultura di tradizione
orale. Ho ereditato, da mio padre Silvestro, la passione per la musica tradizionale e la ricerca
sul campo delle costumanze calabresi. Un mondo quello contadino e pastorale che, con l’av
vento del benessere e dell’industrializzazione, è stato abbandonato. La migrazione dalle cam
pagne alle città, l’avvento della radio e della televisione, nuovi svaghi e divertimenti, hanno
contribuito a cambiare le nostre abitudini e decretare la fine silenziosa di tutto un mondo cul
turale. La mia missione, alimentata soprattutto da una grande passione, è quella di continuare
a riuscire a recuperare, per quanto possibile, canti, suoni, leggende, costumanze, testimoniate
dalla voce viva degli ultimi depositari di saperi della cultura orale calabrese. E a Badolato è
possibile, ancora, vivere le serenate alle spose, sentire i suoni dei tamburi durante le processio
ni, ascoltare i canti della settimana santa ecc.
Quali sono i tuoi progetti per il futuro?
Nel mese di dicembre, affiancato da Daniele Mazza, polistrumentista di Tiriolo (CZ), con
cui collaboro da oltre sedici anni, tra piazze e villaggi di natale, cliniche di anziani e atri, di
istituti scolastici, chiese e teatrini, armati di zampogna e pipìta, porteremo i suoni, le nenie e
le pastorali natalizie. Ho scelto, come titolo del nostro spettacolo di Natale, il capoverso di un
canto molto diffuso in Calabria: “ALLESTITEVI CARI AMICI”, che annuncia l’imminente
arrivo delle festività natalizie e invita, tutti a prepararsi, anche interiormente, per accogliere
Gesù Bambino, con gioia e allegria. Un viaggio culturale nelle vicende della Sacra Famiglia
della tradizione orale calabrese, raccolte dalla voce viva degli anziani, esclusivamente con
l’utilizzo degli strumenti della tradizione agropastorale calabrese, ricreando l’atmosfera, l’ar
monia e la magia che si respira tipicamente nel mese di dicembre e riportando i presenti al
Natale d’altri tempi.
Per ogni periodicità, del ciclo dell’anno, ho preparato e costruito uno spettacolo ad hoc,
al fine di valorizzare la cultura popolare e, soprattutto, tramandare alle nuove generazioni
alcuni personaggi, figure tipiche, espressioni dialettali ecc. Propongo inoltre, e spesso tengo
spettacoli e laboratori musicali per bambini, alla riscoperta degli antichi strumenti calabresi. I
numerosi incontri con bambini e con giovani mi hanno dato la possibilità di toccare con mano
come le nuove generazioni, a seconda della provenienza, sono spesso assetati di cultura e
quindi pronti all’apprendimento.
Piantare, oggi, un piccolo semino tra i banchi di scuola, spero porti in futuro frutti, e piccoli
germogli che, se coltivati, possono fortificare salde radici.
Per la stagione estiva, è previsto, vestendo i panni del Cantastorie, affiancato da validi e
talentuosi musicisti calabresi, quali Daniele Mazza, Giuseppe Gallo, Cristian Vangeli, lo Spet
tacolo “VINNI MA CANTU”. Conciliando, come è nel mio stile, cultura e divertimento, co
micità e improvvisazione, porteremo in scena, nelle piazze, tra canto e racconto, una Calabria
a molti sconosciuta, ma ricca di storie che meritano di essere cantate e tramandate!
Grazie Andrea, per quello che hai fatto e farai con il tuo prezioso lavoro.
BUONA MUSICA!
Roberto Giglio
(Nel ringraziare il nostro amico Artista Roberto Giglio per questo eccezionale contributo
che ci ha donato, esprimiamo il nostro compiacimento e la nostra condivisione di intenti della
passione e dell’importanza dell’ attività, squisitamente culturale e umana, che Andrea Bressi
porta per le vie d’Italia e di altre parti del mondo, mettendo a frutto, encomiabilmente, soprat
tutto quanto ha ricevuto da suo padre, Silvestro, nostro valido e costante collaboratore. - La
direzione)


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