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COSÌ PARLAVANO I NOSTRI PADRI
Autore:     Data: 30/12/2020  
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Data: 31/12/2016 - Anno: 22 - Numero: 3 - Pagina: 52 - INDIETRO - INDICE - AVANTI

IL PANE DELLE SETTE MARIE

Letture: 853               AUTORE: Pietro Cossari (Altri articoli dell'autore)        

Sul fatto che il pane sia un cibo sacro che non deve mai essere sprecato credo si possa registrare
un consenso unanime giacch questalimento ha sfamato e tuttora continua a nutrire la specie
umana. Dalle generazioni precedenti abbiamo appreso le tecniche per impastarlo, infornarlo
e renderlo di nuovo appetibile dopo il suo naturale indurimento. Le bruschette e le zuppe
costituiscono gli esempi pi noti e diretti delle sue trasformazioni. Il pancotto, poi, che prima della
diffusione dei prodotti industriali per linfanzia, ha contribuito con successo allo svezzamento dei
bambini, stato in passato e ancora oggi lo , un piatto nutrizionale di grande virt. Pur essendo,
infatti, catalogato come un piatto povero prodotto dalla cultura contadina per sopperire a varie
situazioni di necessit, il pancotto, realizzato con pezzi di pane raffermo bolliti in acqua o in
brodo e conditi, possiede nobili origini anzitutto perch non c niente di pi dignitoso del pane
stesso e anche perch affonda le sue radici nella tradizione italiana ricca di miti e credenze che ne
hanno altres favorita la fama. In ogni regione, infatti, questo piatto conosciuto e cucinato con gli
ingredienti tipici del posto. In Calabria, il pane cotto in un brodo preparato con acqua, pomodori,
prezzemolo, aglio, sedano, peperoncino e foglie di alloro. Il composto poi passato raggiungendo
una consistenza cremosa dal sapore gradevole e con alte propriet energetiche. Non a caso molti
bambini badolatesi, specialmente quelli inappetenti, sono stati cresciuti con il pancotto mentre
ai neonati per calmare le loro coliche era somministrato arricchito di salvia. Persino le puerpere,
reputando che stimolasse la produzione di latte, ne mangiavano in grandi quantit.
A riguardo si pu citare una credenza, sino a poco tempo fa molto radicata a Badolato e ormai
poco praticata: quella del pane delle sette Marie. In sintesi, la partoriente, per fare scendere il latte,
doveva andare in sette case in ognuna delle quali cera una donna di nome Maria per chiederle una
fetta di pane. Le sette Marie, generalmente, accondiscendevano alla richiesta, talvolta avanzata
da persone terze qualora la puerpera interessata, soprattutto se versava in condizioni dindigenza,
avesse potuto suscitare qualche dubbio sullo scopo reale della petizione. Rientrata a casa con
le sue sette fette di pane, la puerpera iniziava a pregare invocando laiuto di SantAnna, madre
della Madonna e patrona delle partorienti. Continuava a pregare anche mentre sbriciolava il pane,
durante la preparazione del pancotto e ogniqualvolta mangiava una mollica presa da una di quelle
fette di pane ottenute dalle sette Marie che probabilmente, rappresentavano le sette donne pi
menzionate nel Vangelo:
Maria Santissima, la madre di Ges;
Maria di Magdala, (la Maddalena) apostola degli apostoli, la prima ad aver visto Ges risorto;
Maria, moglie di Cleofa fratello di San Giuseppe e quindi, cognata della Madonna;
Maria di Betania, sorella di Marta e del Lazzaro resuscitato da Ges;
Maria, la ricca vedova proprietaria della casa di Gerusalemme dove si svolse lUltima Cena e
dove poi si riunirono gli apostoli, madre di quel Marco che, avvolto in un lenzuolo, segu Ges
dopo larresto nellorto del Getsemani e che sfugg nudo ai soldati lasciando il lenzuolo nelle
loro mani, divenendo in seguito, dopo essere stato battezzato da San Pietro, il suo stenografo e
lautore di uno dei Vangeli canonici;
Maria la peccatrice che piangendo, baci i piedi di Ges ungendoli con olio profumato e
asciugandoli con i suoi capelli;
Maria Salome, moglie di Zebedeo e madre dei due pescatori Giacomo e Giovanni diventati
apostoli di Ges.
Lintercessione di SantAnna e delle sette Marie, secondo quanto riferito dalle persone anziane,
sortiva sempre gli effetti sperati con la copiosa comparsa del latte nella postulante che in ossequio
alla grazia ricevuta, non smetteva mai di pregare e di esprimere riconoscenza.


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