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Data: 31/03/2005 - Anno: 11 - Numero: 1 - Pagina: 14 - INDIETRO - INDICE - AVANTI
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AUTORE: Mario Ruggero Gallelli (Altri articoli dell'autore)
Come in natura esiste un equilibrio biologico e ambientale necessario a fornire al genere umano la possibilit di sopravvivere, cos nel quotidiano luomo assume comportamenti atti a bilanciare squilibri che altrimenti potrebbero fastidiosamente evidenziarsi. Giocare a turricci, ad esempio, era un ottimo rimedio inventato dai ragazzi di un tempo per combattere il freddo pungente dellinverno che avrebbe ncroccato (paralizzato), altrimenti, mani e piedi. Esigenza legata, quindi, alle condizioni atmosferiche, nata dalla necessit di recuperare quel calore che giochi pi sedentari non sarebbero stati in grado di fornire. Il gioco, semplice nella sua dinamica, ma efficace allo scopo, iniziava raggruppando un indefinito numero di partecipanti. Questi, dopo la necessaria identificazione, iettavanu ahr!u toccu: si stabiliva cos chi doveva iniziare a rincorrere il gruppo che al grido di turriccicc muntagna cominciava a correre in ordine sparso. Ogni concorrente cercava di non essere toccato dallunico inseguitore. Se per ci avveniva, il malcapitato doveva automaticamente prendere il suo posto e proseguire la caccia ai compagni finch non fosse riuscito a sua volta a catturare un altro dei partecipanti. Questo giro vizioso esaudiva prima di tutto il desiderio di divertirsi, poi la voglia di riscaldarsi accostandosi alla madre di tutte le fonti di calore, il moto, e in ultimo, ma non per importanza, impediva lobesit infantile che oggi tanto fa paura. |