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Data: 31/03/2006 - Anno: 12 - Numero: 1 - Pagina: 11 - INDIETRO - INDICE - AVANTI

IL TERREMOTO DEL 1783 A BADOLATO

Letture: 816               AUTORE: Marziale Mirarchi (Altri articoli dell'autore)        

L8 marzo 1783 il sindaco dei nobili di Badolato, dott. Giovanni Maria Caporeale, ha comunicato al tenente colonnello Giovan Battista Manuele Arriola (incaricato dal vicario del Re in Calabria, maresciallo Francesco Pignatelli, di raccogliere notizie sui danni prodotti dal terremoto del 5 febbraio e dagli altri che proseguirono e tuttavia prosieguono giorno per giorno) che nessun cittadino era morto sotto le macerie provocate dal sisma e che la popolazione aveva, per, abbandonato il paese e si era rifugiata nelle campagne in baracche e pagliaja malconcie e di scarsissimo commodo e, correndo tempi assai freddi piovosi e ventosi, sieno ben molte persone perite con mal di punta (?), il quale molte tuttavia ne assalisce alla giornata. Nella parte finale della lettera il sindaco ha fatto la disamina dei danni: riguardo poi agli edifici, andarono in rovina molte case, chiese e palazzi, li tetti e le coperture per la maggior parte sono cadute a terra, ed il rimanente delle muraglie (di) chiese, case e palazzi che si mantennero sinadesso in piedi sono tutti ripieni di fissure ed aperture e minacciano prossima ed evidente rovina, essendo tutti rotti e fracassati di sorte tale che la Terra predetta divenuta affatto inabitabile, n vi si pu dimorare senza evidente pericolo della vita, dovendosi le fabriche, non ancora cadute, diroccare per edificarsi di nuovo, il che dalla maggior parte dei cittadini non si pu mettere in esecuzione caggione della loro impotenza e povert. E per ragione altres delle menzionate rovine e pericoli, si dovette anche estrarre dalle chiese di questa Terra il Santissimo Sagramento e situarsi in campagna dove si sono eretti degli Altari per celebrarsi le messe.
Alla prima predetta comunicazione del sindaco, ha fatto seguito, il 19 marzo, la sua pi particolareggiata relazione che porta anche la firma del primo eletto (assessore) de nobili, Livio Paparo. I due amministratori hanno riferito che in Badolato ogni anno ritraggonsi conto equitativo e prudenziale: 1600 tomoli (1 tomolo = litri 56 = kg 50 circa) di grano, 600 di orzo, 500 di fave, 400 di granone, 100 di cicerchia, 100 di fagioli, 300 salme (1 salma = hl 1,586) di mosto, 500 botti (1 botte = 12 barili = hl 5,233) di olio e 4000 libbre (1 libbra = 12 once = gr. 320) di seta. stato ribadito che, non essendoci stata vittima alcuna, il territorio in istato di poter esser coltivato nella stessa guisa di prima, sempre che la gente non se ne ander raminga per la miseria. Nella relazione stato scritto: sono andate in rovina a caggion tremuoto settantadue case circa, vi sono cadute le coperture e i tetti di altre case circa ottanta; il resto notabilmente patito per le fissure ed ha bisogno di rifazzione ben molta, non potendovisi altrimenti abitare; e non vi sono se non poche case le quali non sono stati esenti da positivo danno.
Circa i bisogni pi urgenti della popolazione, i due amministratori hanno evidenziato che vi sarebbe preciso bisogno di tavole e legname cos per formare delle baracche come per rifare le case, cessato che sar il Flaggello del Tremuoto. E perch una delle principali entrade di questa Padria la seta, vi bisognerebbe altres un pronto riparo per non tralasciarsi in questanno corrente si fatta industria, maggiormente perch la nascita dei bachi imminente, ne si possono nudrire nelle campagne dove la gente al presente si trova sotto le baracche le quali appena bastano a consentir la vita, ne nelle case parte diroccate e parte cadenti.
Le notizie riguardanti chiese, conventi e luoghi pii sono state da noi stralciate ed inserite nel prospetto riepilogativo compilato a corredo di questa nota.
Larciprete don Francesco Caporale ha certificato che nellanno 1783 abitavano Badolato 3.590 anime cos ripartite:
- maschi, secolari ed ecclesiastici 1.400
- donne vergini e maritate 1.360
- fanciulli con meno di anni 14 400
- fanciulle con meno di anni 12 430
per un totale di 3.590
In data 2 aprile 1783 il sindaco ha informato il ten. col. Arriola sui catastrofici effetti della scossa di terremoto registrata la sera del 28 marzo (quella che ha prodotto le maggiori distruzioni nel versante ionico delle Serre): in questa nostra Terra di Badolato mand in rovina molte case: e siccome il Paese era divenuto per le antecedenti scosse inabitabile per le rovine specialmente che minacciava la maggior parte degli edifici; cos al presente ridotto in istato di non potersi affatto abbitare senza manifesto pericolo della vita. I molini nondimeno non ebbero danno veruno: ne, per grazia di Dio e dei nostri Protettori S. Andrea Avellino e S. Francesco di Paola, per alcuna persona, fuor che un vecchio romito per nome Carmine Pultrone il quale, essendo stato estratto ancor vivo da sotto le fabriche, vi mor poco dopo.
Marziale Mirarchi

Chiese parrocchiali rendita in ducati argenti libre.once (*)
1. Arcipretale Matrice SS.mo Salvatore 705 29.9
2. S. Maria in Crignetto 175 0.4
3. S. Nicola di Bari 235 3.0

Chiese filiali
1. S. Leonardo 8 0.6
2. S. Michele 9 0.6
3. Maria SS. della Provvidenza 4 0.0
4. S. Biagio 4 0.0
5. S. Rocco 1 0.0
6. S. Maria della Misericordia/S. Lorenzo 6 0.6
7. S. Maria della Sanit 13 0.6
8. Immacolata + congregazione 30 8.3
9. S. Caterina + congregazione 30 10.9
10. Chiesa del Convento dei Domenicani
11. Chiesa del Convento dei riformati di S. Francesco

Cappelle
1. SS. Sacramento 75 0.0
2. S. Andrea Avellino 20 1.2
3. S. Francesco di Paola 5 0.0
4. Purgatorio 30 0.0
5. Pio Monte 18 1.3

Conventi
1. S. Maria del Soccorso dei Padri Domenicani 1.500 21.4
con 18 monaci
2. Madonna degli Angeli dei Riformati di S. Francesco 0 6.1

Congregazione del SS. Rosario nella chiesa dei Padri 40 5.1
Domenicani

(*) 1 libbra = 12 once = gr. 320; 1 oncia = gr. 26.


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